Speciale “Incontri di vini”. Intervista a chef Giuseppe Aversa

A pochi giorni dall'avvio della XIV edizione, scopriamo il punto di vista di chef Aversa nell'intervista rilasciata alla vigilia dell'evento enogastronomico clou in penisola sorrentina

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In attesa di scoprirne ospiti e programma completo, si accendono i riflettori in penisola sorrentina sull’evento “Incontri di vini e di sapori campani”. L’edizione 2023, la XIV, segna un importante traguardo per gli organizzatori, l’associazione Cryteria Project – che da quest’anno ha riportato la kermesse enogastronomica fra le mura amiche, dove tutto ebbe inizio : Villa Fondi a Piano di Sorrento.

Paginasette sarà media partner di questa edizione, dopo la buona sinergia avviata lo scorso anno con la degustazione del blend Mosaico per Procida a cura di AIS Penisola Sorrentina e di Gaetano Cataldo, nell’ambito di una delle serate della manifestazione. La partnership di quest’anno è anche più ampia, abbracciando l’intero evento dalla sua preparazione alla sua realizzazione. 

Avviamo dunque il nostro speciale, che attraverso quattro interviste (inserite anche nella brochure ufficiale dell’evento – ndr) raccoglie le testimonianze di chi a suo modo, dalla penisola sorrentina e da fuori, ha deciso di essere protagonista di questo ormai consolidato salone del vino e dei sapori in riva al mare sorrentino.

La prima voce che ascoltiamo è quella di chef Giuseppe Aversa (Il Buco), il quale da Sorrento ha gentilmente offerto a noi il suo punto di vista a proposito di eventi come quello che stiamo per raccontare al nostro pubblico.

Chef Peppe Aversa, Sorrento e la penisola vivono un momento di boom turistico. Ma secondo lei la cucina e la gastronomia di qualità come possono fare selezione nel turismo?

La qualità è una parola grandissima, può celare di tutto ed è molto usurpata ultimamente. In un paese turistico, così travolto dal turismo, la parola chiave può essere radici. Le radici sono un legame con quello che ci appartiene, le nostre tradizioni, ma che non preclude l’innovazione. Oggi bisogna bensì parlare di una qualità dove vada inserito il prodotto, l’ospitalità e il piacere di vivere un posto o dei momenti. Il futuro del nostro territorio sta nella capacità di capire chi siamo e da dove veniamo il turismo arriva come uno tsunami travolgendo un po’ tutto e tende a far sì che tutti si sentano parte vincente di tutto questo, dimenticando i valori assoluti come l’ospitalità. Con un turismo feroce come quello che si sta avendo oggi si rischia di erodere l’elemento dell’ospitalità.

Nella sua idea di cucina il vino che ruolo assume? Lei partecipa alle scelte del suo staff e dei suoi sommelier?

Il vino è parte integrante del cibo, è cultura, rappresenta il territorio, un modo di essere, l’insieme di diversi fattori. Nel nostro ristorante ad esempio esso costituisce un valore importante, lo si evince dalla carta dei vini ben fornita, con oltre 1500 etichette, abbiamo una cantina che rappresenta tutto il mondo. I nostri sommelier curano con attenzione anche il rapporto con il cliente e con il vino, non è più un discorso di etichetta ma è anche un valore intrinseco legato al racconto di chi lo produce, di un territorio e di cosa c’è dietro il vino.

Il vino campano torna protagonista a settembre in Villa Fondi. In che modo lei darà il suo contributo alla manifestazione “Incontri di vini e sapori campani” ?

Noi come sempre sosteniamo la manifestazione “Incontri di vini” perché sosteniamo la professionalità di chi racconta il territorio. Lo abbiamo sempre fatto e lo faremo sempre.

Cucina campana, cucina sorrentina, ma in che modo la cucina in sè può diventare “glocal” secondo lei ?

La cucina è un atto d’amore, è profonda, vivrà sempre se fatta al di là del concetto di “instagrammabile”. La cucina è qualcosa di più, va oltre la semplice foto, è un insieme di emozioni che vanno percepite e vissute come valore assoluto. Allo stesso modo per il vino, chi beve vino lo beva con consapevolezza, col piacere di capire cosa c’è dietro. Il vino non è un elemento liquido ma è un elemento vivo, che racconta uomini, territori, piacere e amore. Sorseggiare vino e immaginare cosa c’è dietro è una di quelle cose bellissime da vivere continuamente.

Giuseppe Aversa – Ristorante Il Buco

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