Sette domande. Maria Vera Ratti: «Vorrei fare bei film. Alessandro D’Alatri e Edoardo De Angelis i miei maestri»

La giovanissima attrice emergente, già molto conosciuta dal pubblico italiano (Il Commissario Ricciardi, I Bastardi di Pizzofalcone) è diventata ambasciatrice del Social World Film Festival, il festival del cinema sociale di Vico Equense, in provincia di Napoli.

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Inseguivo da tempo l’opportunità di intervistare Maria Vera Ratti.

L’occasione si è manifestata nel corso dell’ultima giornata del Social World Film Festival di Vico Equense, festival del cinema sociale rivolto ai giovani, come giovane e talentuosa è l’attrice di origini irpine che in questi ultimi due anni è cresciuta tantissimo lavorando su set importanti, collezionando tipologie di donne e ruoli estremamente diversi.

Classe 1994, Maria Vera è vera di nome e di fatto, di una bellezza acqua e sapone, con due occhi grandi che rapiscono, e che celano un pizzico di timidezza di fronte ai flash dei fotografi e alle domande dei giornalisti.

Si dice onorata di ricevere il titolo di ambasciatrice della kermesse, con addosso il peso di chi, giovane tra i giovani deve motivare quel pubblico troppo spesso innamorato delle piattaforme, ad uscire, ad incontrarsi nei cinema, a sognare sul grande schermo, a innamorarsi di storie e personaggi.

Come ha fatto lei, d’altronde. Che si è formata al Centro Sperimentale di Cinematografia, tra chi vive di pane e cinema.

Da lì è arrivato il successo, che porta il nome di Enrica nella serie tv de Il Commissario Ricciardi tratta dalla saga letteraria di Maurizio De Giovanni fino alle esperienze ne I Bastardi di Pizzofalcone e a quelle internazionali come la mini serie Leonardo e l’horror Kill the child, attualmente in post produzione.

C’è stato poi il rapporto sul set con Edoardo De Angelis che l’ha voluta prima per interpretare Giulianella in Sabato, Domenica e Lunedì e poi ne La vita bugiarda degli adulti, la mini serie targata Netflix tratta dal libro di Elena Ferrante.

Vi sembra poco, per questa attrice raffinata e versatile (e mi fermo qui con i complimenti)?

 

Ambasciatrice del Social World Film Festival, quali le sensazioni e che rapporto hai col cinema sociale?
Per me è una grande gioia, un grande onore ed un immenso piacere, anche solo per l’ospitalità di questo posto così bello (Vico Equense n.d.r.). “Cinema Sociale” nel senso che se il cinema diventa quel qualcosa che può far bene agli essere umani, ecco, questo è tutto  ciò che più desidero dal mio lavoro, anzi è ciò che più cerco e che mi rende felice.

Ambasciatore come te di questo festival è oramai da qualche anno Edoardo De Angelis, nell’ultimo periodo hai lavorato moltissimo con lui.  Come lo hai conosciuto?
Edoardo è per me più di un mentore. L’ho conosciuto la prima volta proprio in Accademia durante uno dei corsi in cui il nostro insegnante ci faceva incontrare settimanalmente un regista che aveva il compito di dirigere una coppia di attori. Poi i ragazzi di regia dirigevano noi studenti, secondo quello che era il suo metodo. Già amavo moltissimo i suoi film, lo reputo un autore e una persona meravigliosa, lavorare con lui è stata una gioia.

Che rapporto si è creato sui set di Sabato, Domenica e Lunedì e de La vita bugiarda degli adulti?
Fai una grandissima preparazione, ma ti lascia ugualmente molto libero all’interno di un universo creato da lui e quindi il personaggio vive con grande libertà. E poi fa tanti piani sequenza, scene molto lunghe. Con lui ti dimentichi di esistere al di fuori della scena ed è un onore lavorare con lui, una gioia autentica.

Prima di De Angelis c’è stato un altro grande regista, a cui è legato il tuo primo ruolo da protagonista, parliamo de Il Commissario Ricciardi e dell’indimenticato Alessandro D’Alatri.
Ricciardi è stato il mio primo ruolo importante col mio adorato Alessandro D’Alatri che mi ha scelto per questi libri bellissimi, nonostante io non assomigliassi in maniera ovvia al personaggio di Enrica. Alessandro ha visto in me – ero ancora molto acerba, stavo ancora studiando – delle caratteristiche per interpretare questo ruolo, gli sono piaciuta come essere umano, ha puntato su di me e mi ha trasformata. Un privilegio enorme per una attrice giovane. Una cosa così succede ai più grandi quando è anche più facile dargli fiducia. Ma ad una ragazza che sta ancora studiando è più difficile. Nonostante ciò Alessandro lo ha fatto, e le sarò per sempre grata …. (si ferma, emozionata n.d.r.). Resta una delle mie persone preferite in assoluto, anche per questo motivo sono molto legata al Commissario Ricciardi.

Dai libri di De Giovanni è tratto anche I Bastardi di Pizzofalcone, in cui hai interpretato il ruolo di Elsa 
Bastardi è stata una grande palestra. Perché è stato un ruolo dove ero sempre presente, abbiamo girato molte scene in poco tempo, tutti i giorni. Ho quindi imparato ad essere molto “elastica”, più coraggiosa, ad esprimermi più “di pancia”.

Sempre con De Angelis arriva La vita bugiarda degli adulti. Come hai lavorato sul testo della Ferrante e cosa ti ha lasciato questa interpretazione?
Partiamo sempre dalla stima che come ho per De Angelis, con cui desideravo davvero lavorare da tanto: ecco per me Elena Ferrante è nella letteratura ciò che Edoardo De Angelis è per me nel cinema. Ho divorato tutti i suoi libri e La vita bugiarda degli adulti l’ho letto appena uscito. Quando lo lessi mi sono subito detta che mi sarebbe piaciuto interpretare Giuliana. E ho avuto una idea di Giuliana, che pensavo fosse simile a me. Quando poi ci abbiamo lavorato su, ho scoperto che eravamo su piani e mondi differenti, completamente agli antipodi, un  essere umano di una fragilità parecchia lacerata, per come vive l’amore e per come vive se stessa. La serie non è uguale al libro, ma è piuttosto il segno del libro, non il disegno, perché Elena Ferrante è già difficile da mettere in immagini, se non lo approcci in maniera identica. Edoardo ne ha dato una impronta personale ma comunque condivisibile, viva. Una serie che ho amato tantissimo. La morale? Che bisogna ascoltarsi perché altrimenti ci si snatura, e si finisce come Giuliana colta da crisi di nervi al punto da perdere i capelli.

E il futuro? Cosa prevede?
Mi piacerebbe fare innanzitutto dei bei film, ho una cosa in ballo che non posso e non voglio dire nulla, anche perché sono molto scaramantica. Posso solo dire che è un progetto televisivo autoriale. E per il cinema invece c’è un film che è finalmente in uscita, doveva esserlo da un bel po’, ma finalmente esce. L’anteprima sarà a Miami il prossimo 10 agosto, e poi a Los Angeles, ad ottobre: è un horror, un film di genere che ho fatto con la regia di Lee Roy Kunz e Cru Ennis, emergenti, e nel cast con me c’è Thomas Kretschmann e Alexander Sidding.

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