«La violenza non è mai una questione privata!». Da Meta di Sorrento il messaggio di Wanda Sposito (Commissione Pari Opportunità) nella Giornata contro la violenza sulle donne

Il pensiero va a Giulia Cecchettin, la cui tragica fine, ha scosso profondamente l'opinione pubblica, ma anche a tutte quelle persone, donne e uomini, che ancora nel 2023 devono aver paura di vivere liberamente le loro relazioni.

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I recentissimi e drammatici fatti di cronaca, inducono ad una attenta riflessione. Le parole, a cui vanno seguiti i fatti, sono e devono essere importanti, in un momento come questo“.

Esordisce così Wanda Sposito, presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Meta, nel suo intervento per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ricorrenza annuale internazionale che cade il 25 novembre.

Il pensiero va a Giulia Cecchettin, la cui tragica fine, ha scosso profondamente l’opinione pubblica, ma anche a tutte quelle persone, donne e uomini, che ancora nel 2023 devono aver paura di vivere liberamente le loro relazioni.

“La nostra società” – prosegue la responsabile a guida della Commissione – “non può tollerare la violenza! Per questo tutti noi, donne e uomini, dobbiamo prendere posizione contro gli abusi e offrire alle vittime la massima protezione possibile. La violenza non è mai una questione privata! Esiste un supporto, soprattutto per le vittime. Del resto la prevenzione della violenza è la migliore arma contro la violenza!”.

Tra il 1° gennaio e il 19 novembre 2023 in Italia sono stati commessi 295 omicidi, di cui 106 con vittime donne. Tra queste, 87 sono state uccise in ambito familiare o affettivo, di cui 55 per mano del partner o dell’ex. I dati sono contenuti nel report del Dipartimento di Polizia criminale presso il ministero degli Interni che viene aggiornato ogni settimana, da cui emerge un aumento nel numero degli omicidi rispetto ai 293 registrati nello stesso periodo del 2022, mentre le vittime di genere femminile diminuiscono (nel 2022 sono state 109). In quasi tutti i casi, vittima e autore del reato si conoscevano: il marito, il partner, il convivente o l’ex.

“La violenza di genere si combatte” – conclude la Sposito – “non solo con le leggi e le campagne di sensibilizzazione, ma anche garantendo risposte concrete alle vittime che denunciano la violenza e offrendo opportunità di riscatto. È necessario cambiare i comportamenti delle persone, abbattendo le barriere socio-culturali che sono all’origine della violenza, attivandosi nelle case, nelle scuole e nelle comunità. Crediamo sia indispensabile educare al rispetto della persona e dei diritti e contrastare gli stereotipi di genere che sono alla base di una visione errata del ruolo di donne e uomini nella società”.

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