Treno storico: con Fondazione FS Italiane a Paternopoli, cuore dell’Irpinia

Una giornata tra vigneti campani, storia e tradizioni. Vertici FS protagonisti alla storica 'macenata' del comune avellinese

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Lo staff della 'Macenata' con il dg Luigi Cantamessa (Fondazione FS) e i vertici locali del movimento

Decisamente suggestiva e carica d’emozioni, così in breve l’ultima tappa del treno storico di Fondazione FS Italiane. L’evento che ogni weekend porta alla scoperta dei più reconditi angoli del Bel Paese, grazie all’impegno della fondazione e delle associazioni locali, è approdato lo scorso sabato 22 settembre a Paternopoli (AV). Occasione giusta quella della storica ‘Macenata‘ , ovvero la festa che richiamando antiche tradizioni locali di campagna prevede la pigiatura dell’uva con i piedi a ritmo di musica.  Il tutto è avvenuto nel primo pomeriggio di un torrido fine settimana di settembre, giornata dal clima tutt’altro che autunnale. Il treno storico che percorre in parte l’antica tratta della ferrovia Avellino-Rocchetta Sant’Antonio (in origine Santa Venere – ndr) ha visto salire a bordo un pubblico di tutte le età. Dalle scuole, con nutrita delegazione irpina presente con accompagnatori e docenti agli appassionati, fino alle semplici famiglie con bambini. 

Indescrivibili ovviamente le emozioni regalate dal panorama mozzafiato che si gode dalle alture della ferrovia, non appena lasciata la città di Avellino, salendo ad alta quota attraverso la valle del Calore. Sensazioni uniche e divertimento tangibile in ogni curva della lenta diesellina ALN 663 che percorreva la storica ferrovia irpina non elettrificata. La felicità dei più piccini nel suonare a ripetizione la tromba del trenino è solo una delle più belle pagine di questa giornata, vissuta da noi di Paginasette in prima linea a bordo del treno storico. Da Benevento a Paternopoli, passando per le valli del Sabato e del Calore, tra Sannio e Irpinia profonda, dalla zona del Greco di Tufo alle colline di Taurasi e Lapio, rispettivamente patrie dell’omonimo rosso Docg a base d’Aglianico campano e dell’elegantissimo Fiano d’Avellino Docg. Qui il punto più bello del tracciato, con il passaggio sul ponte che taglia la valle del Calore e che simboleggia una delle opere d’ingegneria ferroviaria in ferro più antiche d’Italia e d’Europa. Binari risalenti all’Ottocento, forse prima, quando dai Borbone di Napoli veniva inaugurata la prima ferrovia del Regno. Fascino d’altri tempi unito ad una destinazione di indubbia bellezza e suggestione, la ‘macenata’ appunto – che abbiamo raccontato in diretta social qui :

https://www.facebook.com/paginasettemag/videos/2145060102412942/ 

I vertici locali del movimento e dell’associazione In Loco Motivi, a bordo alla stazione di Avellino, hanno intrattenuto in maniera simpatica e cordiale i passeggeri offrendo loro spunti di storia locale e consigli pratici su come trascorrere la giornata in loro compagnia. L’arrivo con accoglienza a base di taralli locali, dolci e bevande, all’esterno della stazioncina di Paternopoli, è l’avvio del tour che prelude alla manifestazione. Il giro delle cantine apre la nostra gita in Irpinia, nel cuore dell’area dedicata alla produzione del Taurasi. Ma anche perno del vitigno a bacca bianca autoctono del luogo, la Coda di Volpe, un tempo sparita e poi reimpiantata nelle coltivazioni aziendali locali. Il giro dei vini inizia dall’azienda vinicola Fiorentino, accompagnati dal patron Gianni che ci apre le porte di casa assieme allo staff della macenata ed al vice console locale per il treno turistico Pietro Mitrione. In stazione e sui due bus messi a disposizione dall’organizzazione dell’evento, con il comitato per il Carnevale di Paternopoli (5 marzo 2019) erano presenti anche altri esponenti di realtà vinicole del posto.

Dopo un assaggio di Taurasi di Cantine Fiorentino è la volta di un altrettanto ottimo Irpinia doc Campi Taurasini dell’azienda Stefania Barbot. Chiude il tris la visita da Cantine Famiglietti, in pieno centro, prima di dedicarsi al pranzo a base di prodotti tipici locali in attesa dell’avvio dei festeggiamenti. Il White Party delle 16,00 è l’insolito aperitivo pomeridiano con cui gli stand in piazza XXIV maggio accolgono i visitatori già quasi sazi. I bianchi irpini, Fiano, Greco e Coda di Volpe (foto a lato), nonchè una eccellente Falanghina spumantizzata, rinfrescano il caldo pomeriggio della ‘macenata’. Esibizione dei pigiatori locali al ritmo di musiche e canti popolari, per poi passare alla spremitura coi piedi sulle note del celebre “fiori, fantasia…” – l’indimenticabile performance cinematografica di un giovanissimo Adriano Celentano ne ‘Il bisbetico domato’. Il tutto alla presenza del dg di Fondazione FS italiane Luigi Cantamessa, giunto a Paternopoli per assistere all’evento, nuovo tassello che il movimento per il treno storico ha aggiunto nel difficile cammino della riscoperta e valorizzazione delle ferrovie antiche anche al sud.

Di ritorno al treno, con la luce del giorno ormai quasi al tramonto fra le fitte montagne irpine, il convoglio è tutto un commentare di emozioni a caldo di quanto vissuto nell’intensa giornata del 22 settembre. Ma gli appuntamenti targati Fondazione FS non finiscono qui, anzi… con l’entrata nel vivo della stagione autunnale troveranno ancora più linfa vitale e sentita partecipazione di pubblico.

A tutto gas, a rivederci alla prossima gita !!!

 

 

 

 

 

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