Alunni in vigna: resilienza, creatività e nuove competenze, a due passi dagli Astroni (Napoli)

Un progetto virtuoso avviato in piena emergenza Covid, nel marzo 2020, che rappresenta un esempio concreto di recupero ambientale al servizio della collettività, presentato oggi presso la cantina RadiciVive a Pianura, Napoli

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Una vigna didattica per promuovere nuove forme d’integrazione e di formazione per i ragazzi delle periferie di Napoli e, allo stesso tempo, la valorizzazione di un’area dismessa, dal profondo valore storico e archeologico. È questo lo spirito del progetto “Vigna Resilience”, realizzato dalla cantina RadiciVive in sinergia con il Comune di Napoli, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il comune di Napoli e oggetto di un master della facoltà di Architettura dell’Università di Napoli “Federico II”.

Il Progetto “Vigna Resilience” – il cui nome rievoca la capacità delle comunità locali di adattarsi e riadattarsi costantemente ai cambiamenti, forgiando ogni volta meccanismi sociali virtuosi di convivenza col territorio – ha coinvolto le scuole “Russo”, “72esimo Palasciano”, “Russolillo”, “Cigno” e “Risorgimento” e ha visto gli alunni impegnati in un vero e proprio programma di formazione che ha permesso agli studenti di conoscere e approfondire tutti gli aspetti del settore viticolo ed enologico e che ha toccato diversi temi, tra cui l’importanza del legame con il proprio territorio, la storia del vino e dei Campi Flegrei, fino alla realizzazione di una bottiglia di vino con la personalità di ciascuna scuola, nata dalla vigna situata intorno al mausoleo romano di Pianura antistante la cantina RadiciVive. L’obiettivo è quello di creare una etichetta frutto del lavoro congiunto che aiuterà a finanziare nuovi progetti di sensibilizzazione nelle scuole statali.

In presenza del Soprintendente Rosalia D’Apice, è così avvenuto il coronamento di tutto il lavoro svolto dai ragazzi, oggi nei panni di mini-guide per tutti gli ospiti presenti. Contestualmente è stato presentato il completamento dei lavori di restauro del mausoleo romano condotti dalla Soprintendenza e dalla ditta Izzo Restauri.

 

LA FAMIGLIA E LE SUE RADICI
I solchi che lasciano le radici, facendosi strada nella terra, sono un po’ come 
la memoria: una traccia da seguire per chi, come noi, custodisce una tradizione.
La famiglia Varchetta si dedica alla produzione vinicola da oltre un secolo, 
combinando l’attenzione al territorio e il lavoro di una vita.
Era il 1891 quando Vincenzo Varchetta decise di trasformare la propria passione 
in un mestiere di famiglia, convinto che i tempi fossero maturi per trasformare 
il piacere di produrre vino in qualcosa di più. Successivamente, il figlio 
Giovanni, che come tanti giovani fu impegnato al fronte durante la seconda 
guerra mondiale, al suo rientro riuscì a trasformare in realtà il sogno del padre.
“Don Giovanni”, così lo chiamavano, era un esperto conoscitore di ogni angolo 
vitato della Campania: vigneti, colline, persino dove il vento era più favorevole 
alla coltivazione.
Trasmise la sua passione ai figli e così via, da quattro generazioni, la nostra 
famiglia si propone di valorizzare l’enologia campana, tra insegnamenti antichi 
e le più moderne tecniche di vinificazione.

TUTTO PARTE DALL’UVA!
Facciamo vino, vinificando le migliori uve campane.
Fare vino è come aiutare a crescere qualcuno che si ama e, in questo caso, 
tutto parte dall’uva. Rispettiamo e ci prendiamo cura della materia prima. 
Ottenerne la qualità migliore non è solo un obiettivo aziendale, ma una missione 
di famiglia.
Prima di tutto: il risultato di un mestiere fatto di fatica e soddisfazioni, 
che non tradiremmo mai. Ma questo è solo il punto di partenza.
Dai vigneti storicamente vocati, seguiti dalla crescita alla raccolta delle uve, 
fatta esclusivamente a mano, fino alla vinificazione, utilizziamo le migliori 
tecniche per tutelare le caratteristiche organolettiche.

RADICI VIVE – IL PROGETTO
Con le nostre radici abbracciamo alla storia di questa terra, il passato della nostra famiglia, una tradizione enologica di memoria antica.
Radici Vive racconta la storia di una famiglia con una prospettiva moderna, il cui punto di forza è proprio la dimensione intima, artigianale e umana del nostro lavoro.
Noi, dal 1891, prima di tutto: facciamo vino.
Il tempo lento e la pazienza, ci hanno consentito di costruire rapporti solidi e genuini con diverse famiglie di viticoltori, con le quali ci prendiamo cura delle uve durante tutto l’anno.
Vigne vocate con esposizioni favorevoli che curiamo nel profondo rispetto della natura e della biodiversità. Occhi profondi, volti giovani o scavati dal tempo, mai stanchi, curano la crescita delle uve. Mani esperte e inspessite dalla fatica, le raccolgono, solo quando perfettamente mature. Una coltivazione non solo agricola, ma prima di tutto di sentimenti e fiducia, che crea una filiera virtuosa e florida.
È così che selezioniamo le migliori uve da utilizzare per creare i nostri vini: 6 monovitigno e 3 blend. Vini eccentrici, originali ed unici! «Vigna Resiliente» è un progetto di vigna didattica realizzato in sinergia con il comune di Napoli, la sovrintendenza dei beni archeologici e culturali e oggetto di studio della facoltà di architettura dell’Università Federico II. Il progetto offre UN ESEMPIO CONCRETO DI RECUPERO AMBIENTALE al servizio della collettività! Una vigna nata, intorno al mausoleo romano di Pianura (ca 91-ca100), antistante la nostra cantina, insieme ai bambini e per i più giovani, al fine di valorizzare e rispettare il territorio, troppo spesso “maltrattato” e abbandonato. Attraverso questo progetto virtuoso, avviato nel pieno dell’emergenza Covid nel marzo 2020, siamo riusciti a promuovere nuove forme d’integrazione e di formazione per i ragazzi delle periferie, e allo stesso tempo intendiamo valorizzare un’area dismessa, dal profondo valore storico e archeologico, adiacente alla nostra cantina.
Il termine resilienza rievoca la capacità delle comunità locali di adattarsi e riadattarsi costantemente ai cambiamenti, forgiando ogni volta meccanismi sociali virtuosi di convivenza col territorio. Per lo sviluppo di «Vigna Resiliente», sono state coinvolte scuole ed associazioni locali, con un vero e proprio programma di formazione che permetterà di conoscere e approfondire tutti gli aspetti del settore viticolo ed enologico.
L’obiettivo è quello di creare un vino didattico frutto del lavoro congiunto che aiuterà a finanziare nuovi progetti di sensibilizzazione nelle scuole statali.

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