Pane, pizza e lievito madre: sbarca a Sorrento il “bistrot sociale”

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“Ricerca delle materie prime e selezione delle farine” (cit.). Questo è quanto ha affermato Michele De Angelis all’apertura ufficiale del primo bistrot sociale della costiera sorrentina. “Sono attività che hanno avuto un riscontro positivo nel nostro paese – prosegue Michele nella nostra intervista (trasmessa in diretta Facebook al link alla pagina social https://www.facebook.com/paginasettemag/videos/335278900258425/ – ndr). Tutto il pane che trovate qui è frutto di farine di tipo 1 selezionate e macinate a pietra, provenienti da grani integrali. Per noi l’importante era evitare le farine di tipo 0 e rispettare il consumatore. Per quanto riguarda le pizze che avete assaggiato, abbiamo utilizzato zucchine, peperoni e ortaggi della nostra terra, la mozzarella della penisola sorrentina… e poi via via che si andrà verso l’inverno altri gusti comprendenti provolone del Monaco e ciò che offriranno le stagioni. Una pizza che sia digeribile, come prodotto povero e quindi leggero”.
E’ così che la pizza in teglia sbarca in penisola sorrentina. Fa infatti parte dell’offerta del bistrot Lievito Madre Iommella, che ha aperto i battenti nel centro di Sorrento lungo il corso Italia. Il nuovo locale, nato da un progetto della cooperativa sociale Prisma, offre al pubblico un menu fatto di materie prime di qualità ed all’insegna del benessere.
Tutti i prodotti da forno provengono dall’omonimo panificio, attivo dal 2015 nella vicina Sant’Agnello. Si parte la mattina, con una colazione a base di croissaint, torte, madeleine, tartellette e altre specialità, da gustare con una delle miscele di caffè proposte.
A pranzo e a cena, tranci di pizza farcite con pomodoro San Marzano, salumi e formaggi a marchio Dop e Igp di ogni regione d’Italia, acciughe di Cetara, ma anche vegetariane, con ortaggi di stagione.
Pane e specialità varie hanno condito la cena d’accoglienza per stampa e pubblico sorrentino, con l’imbarazzo della scelta tra i tanti realizzati dal panificio: ai 5 semi, cafone, con farina tipo 1, con segale, grano saraceno o guarnito con noci, olive, pomodori. Spazio al vino con il sommelier Luciano Esposito, che ha bagnato piacevolmente la cena a base di pizze di lievito madre con le bollicine di etichette non solo campane.
Nelle parole del proprietario, appena intervistato da PaginaSette, ecco dunque la mission del bistrot sociale. “Il nostro imperativo è quello di educare il pubblico ad una scelta di prodotti, buoni sia al palato che per la propria salute. In questi due anni abbiamo vinto la sfida di proporre lievitati sani ed altamente digeribili. Oggi trovi il nostro pane sulle tavole dei ristoranti stellati, così come su quelle del consumatore occasionale o nei refettori degli istituti scolastici dove gestiamo il servizio mensa. Ed è per noi una grande soddisfazione. Anche perché in questo modo garantiamo l’inserimento lavorativo di giovani e di soggetti deboli. In questo senso potremmo definire questa iniziativa un “bistrot sociale”: da una lato genera occupazione, con l’inserimento a regime di dieci persone, di cui tre portatrici di handicap, dall’altra favorisce quella convivialità che si ritrova nell’esperienza gastronomica” come dichiarato da Michele De Angelis.

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