Domenica 10 Ottobre sarà l’ultimo giorno per poter ammirare la serie grafica “Los Desastres de la Guerra” di Francisco Goya al Museo Correale. Una mostra organizzata in collaborazione con la Fondazione Sorrento che ha riscosso grandissimo successo soprattutto per aver rappresentato un unicum a livello mondiale: un’esposizione così completa dell’artista, per la prima volta visitabile non in una grande metropoli ma in una città altrettanto conosciuta a livello mondiale in ambito turistico, suggellando così il rapporto tra cultura e turismo a Sorrento.
Con la suite degli 80 disastri, “Los Desastres de la Guerra”, Goya ha portato al Museo Correale una sensibilità completamente nuova all’interno dell’immaginario figurativo. “Possiamo dire che c’è un prima di Goya e un dopo di Goya nella storia dell’arte europea. La rivoluzione portata avanti dal Goya è proprio il modo di rappresentare la guerra non per compiacere un condottiero, ma un momento per riflettere sull’umanità, su ciò che succede agli sconfitti, al popolo” ha detto Luca Baroni, Direttore della rete museale Marche Nord e curatore della mostra “Goya, bianco nero sogno”.
Realizzati da Goya nel periodo più drammatico vissuto dall’artista della guerra spagnola, l’invasione francese, questi dipinti sono stati pubblicati solo postumi, a Madrid nel 1863. Si tratta di un gruppo di 80 incisioni in cui Goya mette in scena, con una crudezza senza precedenti, quello che avviene in tempi di guerra e lo fa in modo assolutamente antiretorico. L’immagine di copertina scelta per la serie al Correale – “Que Valor!” – ha proprio questa caratteristica di mettere in dubbio l’eroismo: raffigura, infatti, il dettaglio di un cannone e nell’immagine intera vediamo la figura di una donna di spalle, probabilmente Agostina d’Aragona che è una delle icone della lotta contro l’invasore francese, una donna che combatte per la Spagna. Goya rappresenta la dimensione umana di questa figura riconsegnandoci una serie di opere che ancora oggi stupiscono per la loro attualità e per avere iniziato dal punto di vista artistico la storia degli oggetti d’arte che invece di celebrare la guerra, celebrano le sofferenze di chi la subisce.
La sinergia tra Fondazione Sorrento e Museo Correale sulle 5 serie grafiche di Goya offre al visitatore ancora per qualche giorno la possibilità di attraversare nella sua interezza la grande opera grafica di Francisco Goya, uno dei più grandi incisori di ogni tempo. “Questa è una mostra volutamente concepita in modo internazionale, risponde agli standard internazionali di qualità. Voglio precisare che le ultime tre grandi mostre di Goya si sono svolte a Roma nel 2000, e nel 2010 e nel 2024 a Milano a Palazzo Reale, il fatto che nel 2026 il visitatore europeo che volesse vedere Goya sia passato per Sorrento ha un che di eccezionale” conclude Luca Baroni.













































