Procida è Città del Vino. Con Gaetano Cataldo un’analisi a caldo del successo targato ”Mosaico”

Sette domande a colui che ha reso possibile tale traguardo per l'isola. Gli sforzi iniziali, la raccolta fondi e, infine, il risultato auspicato. Ma tutto ciò è replicabile altrove ???

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Uno degli storici vigneti di Procida, presso il giardino di Hotel La Vigna
Da pochissimi giorni si è conclusa l’esperienza di Procida Capitale italiana della cultura. Ne abbiamo vissuto e raccontato insieme alcuni momenti, offrendo una prospettiva sempre sistemica ed aperta al territorio circostante. 
Gaetano Cataldo è ormai nostro partner abituale, ha condiviso con noi alcune fasi salienti di questo 2022 portando anche in penisola sorrentina il prodotto del suo impegno sociale, Mosaico per Procida. Grazie a questi sforzi ed al sentimento che ha risvegliato sull’isola di Procida l’unione di 26 vini campani in omaggio alla Capitale della cultura, l’Associazione Nazionale delle Città del Vino ha ufficializzato l’ingresso del Comune isolano – già parte della Doc Campi Flegrei – nella grande e bella famiglia delle località italiane dedite al vino.
Vediamo allora con Gaetano come tutto ciò è stato possibile, riavvolgendo il nastro e ripartendo dalle origini, per ricomporre ogni tessera del Mosaico.
Caro Gaetano, il 2022 è terminato con un grande risultato ed un bel successo per il progetto Mosaico per Procida, che tu stesso hai portato avanti in questi mesi …
In effetti Mosaico per Procida non è stato un progetto di facile esecuzione per me ed Identità Mediterranea. La complessità stava tutta nella concertazione tra 26 cantine diverse, aziende del packaging e dell’agroalimentare e, naturalmente, la selezione tra i ristoratori da Napoli alla Penisola Sorrentina, da Ischia alla Costiera Amalfitana fino al Cilento, per non parlare della filiera dei patrocini morali, della mostra artistica e delle degustazioni ufficiali in tutta la Regione e in altre aree d’Italia come al Vinitaly.
Assieme a noi di Paginasette e ad AIS Penisola Sorrentina, lo scorso ottobre, hai condotto la presentazione e degustazione tecnica di Mosaico nell’ambito di Incontri di vini e sapori campani. Per chi se lo fosse perso, vuoi ripetere tu ora qui in breve di che prodotto si tratta ?
Complesso, laborioso e articolato: questi i tre aggettivi adatti a Mosaico per Procida, il progetto tanto francescano quanto eversivo che ha dato vita alla prima bottiglia celebrativa mai creata per una capitale per la cultura e che ha inaugurato l’Umanesimo del Vino.
Attorno al progetto si è creata una bella sinergia, sei stato capace di far rete fra tante realtà della Campania e dei singoli territori incontrati. Cosa ti ha lasciato più di tutto questa esperienza ?
È stato impegnativo, ma devo anche ammettere che non sono stato solo. E Mosaico per Procida ci ha insegnato proprio questo: da soli si può correre più veloci, ma insieme si può andare più lontano! Tanto gioco di squadra e determinazione, ma anche tanta voglia di far vincere un volto inedito della nostra Regione: quello della creatività, del radicamento territoriale e dell’intelligenza imprenditoriale collettiva, sotto il segno di Procida.
Veniamo ora al risultato maggiore, per l’isola di Procida. In questi giorni l’ufficializzazione dell’ingresso del Comune quale socio all’interno dell’Associazione Nazionale Città del Vino …
Siamo riusciti con questa grande rete di imprese, di professionisti della comunicazione e di persone di ogni estrazione a far funzionare un progetto senza finanziamenti pubblici e solo grazie alle libere donazioni abbiamo potuto onorare gli impegni. Quindi abbiamo mantenuto la promessa, non solo quella di omaggiare Procida con questo abbraccio enologico delle Campania, che poi s’è trasformato in un abbraccio enogastronomico. Ma abbiamo anche raccolto i 3000 € occorrenti a iscriverla per ben due anni a Città del Vino.
Ma secondo te che cosa produrrà in futuro questa adesione a Città del Vino ?
Sono fiero di poter affermare che un intero territorio insulare sia oggi iscritto a Città del Vino. Abbiamo acceso un faro permanente su Procida, che illumina l’isola di Arturo con la cultura del vino e che le dà la possibilità di accedere a fondi e finanziamenti che ne corroboreranno il suo appeal da meta del turismo lento e dell’enogastronomia, destagionalizzando il flusso di persone che vorranno visitarla.
Usando un gergo calcistico, sportivo, diremmo quindi che vincere è bello… ma il difficile è ripetersi. Ma ripetere qualcosa di simile altrove è lecito sperarlo ?
Se tutto questo è replicabile?!? Certo! Basta prendersi per mano, ascoltare le singole esigenze di un territorio, la sua vocazione ed accendere subito un dialogo propositivo con istituzioni, associazioni, operatori della ristorazione (in foto con chef Peppe Guida – ndr) e dell’hospitality per creare nuove sinergie e proposte di valore finalizzate a rendere le peculiarità locali un punto di forza per tutti coloro che partecipano in maniera attiva al recupero di un territorio.
Prima di lasciarci, sulla scorta di questa positiva esperienza per te e per Procida, quali eventi reputi siano i migliori strumenti di Città del Vino e Movimento Turismo Vino per far decollare realmente un territorio ?
Il vino e Calici di Stelle sono sicuramente un veicolo di cultura formidabile che, grazie a Città del Vino, si può trasformare in uno strumento che attragga finanziamenti per le amministrazioni che si vorranno associare. Ma si tenga anche conto che il vino stesso, proprio perché è il prodotto più fortunato dell’agricoltura, deve poter essere un traino per altre filiere, per l’artigianato e, appunto, l’Enoturismo.

Grazie Gaetano, e complimenti ancora per quanto avete fatto questo in lunghissimo anno.

Gaetano Cataldo

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