Sette domande. Francesca Romana Bergamo: «con “Un Tetto per Quattro” ho capito che l’ironia è l’unica arma efficace per affrontare il quotidiano senza farci schiacciare da esso»

“Un tetto per quattro” è disponibile in streaming su Prime Video dallo scorso 31 luglio. Una sitcom leggera e divertente che racconta le vicende esilaranti di quattro coinquilini costretti a condividere lo stesso appartamento, quattro persone tanto diverse tra loro, eppure non tutto però va perduto, perché dalle situazioni complicate, fra equivoci, litigi e difficoltà varie … possono nascere amicizie, solidarietà ed ovviamente momenti di sincera allegria che aiutano a superare anche ostacoli difficili. Ne abbiamo parlato con una delle protagoniste.

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“Un tetto per quattro” è disponibile in streaming su Prime Video dallo scorso 31 luglio. Prodotta in collaborazione con Iconacasa, è stata ideata e diretta da Giuseppe di Domenico che ha dichiarato di aver voluto accendere un faro su alcune tematiche importanti, spesso ignorate, come: lavoro, famiglia, ambizioni, ma anche compromessi non sempre piacevoli.

Nel cast spiccano tanti nomi famosi, infatti oltre Ciro Esposito e Rosario Minervini ricordiamo anche Antonella MoreaRosaria De Cicco, Gigi & Ross, Gianni Ferreri, Patrizio Rispo, Mary Esposito e molti ancora da scoprire.

Una sitcom leggera e divertente che racconta le vicende esilaranti di quattro coinquilini costretti a condividere lo stesso appartamento, quattro persone tanto diverse tra loro, eppure non tutto però va perduto, perché dalle situazioni complicate, fra equivoci, litigi e difficoltà varie … possono nascere amicizie, solidarietà ed ovviamente momenti di sincera allegria che aiutano a superare anche ostacoli difficili.

Ne abbiamo parlato – con le nostra tradizionali sette domande – con una delle protagoniste, Francesca Romana Bergamo attrice e team coach. Cinema, teatro, doppiaggio per una carriera già lunghissima. Ripley, serie Netflix diretta da Steven Zaillian, Pesci Piccoli, del collettivo The Jackal per Amazon Prime, Parthenope di Paolo Sorrentino, Il Commissario Ricciardi 2, I Bastardi di PizzofalconeRosa Pietra Stella di Marcello Sannino, La Cura di Francesco Patierno, L’Arte della Felicità e Gatta Cenerentola, film di animazione di Alessandro Rak per Mad Entertainment.

Un tetto per Quattro ha debuttato il 31 luglio su Prime Video. Quali sono state le tue prime impressioni a caldo e come stai vivendo l’accoglienza del pubblico in questi primissimi giorni?
Sono davvero felice che questo piccolo gioiello di creatività napoletana sia finalmente arrivato al pubblico. Prime Video è una piattaforma speciale, che sa scommettere e accogliere le nuove proposte con generosità: non potevamo desiderare una casa migliore per questo progetto. Rivedermi fa sempre un certo effetto, ma sono davvero orgogliosa del mio lavoro e di quello dei miei straordinari compagni di viaggio. Fin dal primo giorno di set è scattata una scintilla vera, di quelle che non si dimenticano. E sentire il calore e l’affetto del pubblico in questi primi giorni è un regalo enorme: è un momento bellissimo, che vorrei durasse ancora a lungo.

La serie gioca in modo ironico e comico sulle peripezie legate alla convivenza, alla ricerca della casa ideale e alle dinamiche immobiliari. Quanto c’è della quotidianità e delle reali fatiche di tutti i giorni all’interno di questa sceneggiatura?
Tutta la sceneggiatura, firmata da Nedo Novi, nasce da suggestioni vere: personali, quotidiane, ma anche profondamente generazionali. Chi come noi si è scontrato con la ricerca di una casa, con le convivenze improvvisate e le assurdità del mercato immobiliare, ritroverà in questa storia più di un déjà-vu. E credo che l’ironia sia davvero l’unica arma efficace che abbiamo per affrontare il quotidiano senza farci schiacciare da esso.

Senza fare troppi spoiler per chi ha appena iniziato il binge-watching, come descriveresti la tua evoluzione all’interno della trama e qual è la sfida più grande che hai affrontato nel darle vita?
Ogni attore, quando costruisce un personaggio, parte da dei riferimenti: a volte li suggerisce il regista, a volte li scopri tu stesso lungo il percorso di ricerca. All’inizio mi era stato proposto di guardare a Bernadette di The Big Bang Theory, ma ho sentito il bisogno di spingermi oltre, verso qualcosa di più rischioso e tagliente. Così sono partita da una specie di Signorina Rottenmeier di provincia, rigida e inflessibile. Ma tra gli inquilini, gli imprevisti e le avventure di questa casa, è semplicemente impossibile restare quella persona: la trasformazione è inevitabile, ed è proprio lì che si nasconde il divertimento più grande.

La serie vanta l’ideazione e la regia di Giuseppe Di Domenico e un cast affiatato, tra cui Ciro Esposito e Antonella Morea. Che atmosfera si respirava sul set e come si è sviluppata la sinergia tra voi attori per calibrare i tempi comici dello show?
Prima di tutto voglio nominare uno per uno i miei compagni di viaggio, perché senza di loro questa magia non si sarebbe mai compiuta: Ciro Esposito, Rosario Minervini, Chiara de Cristofaro e Alessandra Beneduce sono stati al mio fianco ogni singolo giorno, per tutta la durata delle riprese. Siamo stati insieme letteralmente 24 ore su 24. Ci siamo persi nei padiglioni della Fiera del Mobile di Riardo, dove abbiamo girato in una struttura enorme; la sera, dopo cena, ripassavamo le scene del giorno dopo, e Rosario si divertiva a comporre canzoni sulle nostre giornate. Un’atmosfera magica, in cui ci sono stati giorni in cui semplicemente non riuscivamo a smettere di ridere. Ricordo ancora il primo giorno di prove, quando mi sono presentata ad Alessandra non una, ma cinque o sei volte di fila: da lì avevamo già capito che aria avrebbe preso questo lavoro.

Il legame con il mondo immobiliare: Il progetto vede una collaborazione diretta e un’ambientazione legata al brand Iconacasa. Come si inserisce questo elemento narrativo insolito all’interno di una produzione di finzione e commedia?
Credo sia stata un’operazione molto intelligente, pensata da Giuseppe e Nedo. La casa è un tema quanto mai attuale nella vita della nostra generazione: la narrazione resta fiction, certo, ma trovare casa oggi equivale a un’autentica avventura esistenziale, che ti mette davanti ai tuoi limiti, alle tue possibilità e alle tue paure più profonde. Non è un caso che uno dei personaggi interpreti proprio un agente immobiliare: è la realtà che entra nella finzione, arricchendola di verità.

I lanci promozionali recitavano lo slogan “Niente più segreti…”. Qual è il segreto o il dietro le quinte più divertente che hai vissuto durante le riprese e che il pubblico non vedrà mai sullo schermo?
Potrei raccontarne davvero decine. Quella volta che Rosario si è perso e lo abbiamo cercato ovunque, persino dentro gli armadi. Quella in cui gli abbiamo riempito il cappuccio del costume di scena di fagioli. I ciak infiniti perché io e Alessandra non riuscivamo a trattenere le risate. E poi ci sono degli easter egg legati ai pomodori, che Rosario mi lanciava in scena senza alcun preavviso, lasciandomi completamente spiazzata. Ammetto che anche girare con Gigi e Ross è stata una sfida: era davvero impossibile restare seri.

Ora che la prima stagione è finalmente disponibile in streaming, cosa ti auguri per il futuro di questo progetto? C’è già qualche spiraglio o desiderio per una continuazione delle vicende dei protagonisti?
Questo progetto nasce da un incontro meraviglioso, fatto di stima reciproca, passione autentica e grande professionalità, tanto davanti quanto dietro la macchina da presa: uno sforzo giovane, ma tenace e caparbio. Il mio augurio più grande è che riesca a entrare nel cuore di quante più persone possibile, per ricordarci che insieme si possono davvero costruire cose bellissime. E il desiderio di tutti noi, ora, è uno solo: scoprire come proseguiranno le storie di Alex, Jimmy, Diletta e Noe. Una casa, finalmente, ce l’abbiamo. E la porta resta aperta.

le foto dal set sono di Chiara De Cristofaro

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