Sette domande. Francesca Gentile: «la mia Cira di “Malavia” mi ha insegnato che non c’è sempre bisogno di parlare, sono gli occhi a dire tutto»

La giovane attrice - classe 2009 - si fa strada nel mondo del cinema, entrando a far parte del cast di “Malavia”, film scritto da Nunzia De Stefano e Giorgio Caruso, diretto dalla stessa De Stefano e prodotto da Matteo Garrone con Archimede e Rai Cinema. Il film è nelle sale dallo scorso 26 marzo.

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Francesca Gentile, classe 2009 – tra i giovani talenti della PM5 Talent di Peppe Mastrocinque – dopo un piccolo ruolo in “Avemmaria” di Fortunato Cerlino, si fa strada nel mondo del cinema, entrando a far parte del cast di “Malavia”, film scritto dNunzia De Stefano e Giorgio Caruso, diretto dalla stessa De Stefano e prodotto da Matteo Garrone con Archimede e Rai CinemaIl film è nelle sale dallo scorso 26 marzo.

Nel film Francesca Gentile interpreta il ruolo di Cira, una giovane ragazza che si ritrova a vivere la sua adolescenza, tra incertezze, dubbi e accettazione, in compagnia dei suoi inseparabili amici, Sasà e Nicolas. Una storia che si basa sui valori dell’amicizia e si sviluppa nel contesto del rap napoletano, tra sogni e sfide adolescenziali, in cui il protagonista Sasà coinvolge Francesca e Nicolas nelle sue avventure, pur di raggiungere l’obiettivo di diventare famoso e cambiare la sua vita.

Cira, infatti, cerca di sostenere il suo amico, lo supporta, gli sta accanto, ma dietro tanta forza, si cela una grande fragilità che nel corso della storia verrà fuori, ma sarà quella stessa fragilità a darle delle risposte più concrete sulla sua esistenza.

Conosciamo meglio Francesca e la “sua” Cira nelle nostre settedomande.

Francesca, il 26 marzo è uscito nelle sale MALAVIA. Parlaci un po’ del tuo personaggio ….

Cira è una ragazza di 13 anni, fluida, ed è la migliore amica del protagonista Sasà insieme a Nicolas. Non ha i genitori e vive con i nonni, che sono molto all’antica e fanno fatica a capire il suo modo di essere e il suo stile, che è molto personale e un po’ fuori dagli schemi. È una ragazza solare, espressiva, sempre presente per i suoi amici, soprattutto per Sasà, che sostiene nel suo sogno di diventare un rapper. A prima vista sembra sicura di sé, forte, quasi senza dubbi. Però in realtà dentro di lei ci sono tante fragilità che si vedono nel film.

Come puoi definire – con un aggettivo – questo primo importante debutto artistico?

Se potessi descrivere con un aggettivo questo debutto direi: insicuro. Più che altro perché all’inizio avevo tanta paura di non essere all’altezza essendo così giovane. È stato un percorso fatto anche di dubbi, ma proprio questo mi ha aiutata a crescere e a mettermi in gioco.

Qual è il consiglio più importante che hai ricevuto da Nunzia De Stefano, la regista del film?

Lei mi ha insegnato che non c’è sempre bisogno di parlare, spesso sono gli occhi a dire tutto. Infatti tra noi si era creato un rapporto molto forte, ci capivamo anche solo con uno sguardo ed è una cosa che mi ha aiutata tantissimo sul set.

Vita da set. un aneddoto o una curiosità da raccontare ai nostri lettori…

Ricordo una scena che abbiamo dovuto girare ben 44 volte ed è stata davvero dura! Eravamo tutti molto stanchi e anche affamati perché stavamo aspettando la pausa pranzo. Inoltre c’erano anche diversi problemi tecnici che ci costringevano a ricominciare ogni volta. Nonostante tutto però siamo riusciti a restare concentrati e alla fine abbiamo concluso la scena e ci siamo catapultati sul cibo.

Con gli altri attori che compongono il cast della serie, che legami, che rapporti si sono creati nelle settimane di riprese. Tutti giovanissimi peraltro?

Si è creato davvero un bellissimo rapporto. Siamo tutti ragazzi quindi è stato tutto molto naturale, abbiamo legato subito. Sono tutti simpatici e bravissimi. Alla fine si è formato un bel gruppo.

Parliamo un po’ di te. Abbiamo detto giovanissima, prima grande esperienza sul grande schermo: com’è nata la passione per la recitazione?

Da piccola mi divertivo a ricreare le scenette che vedevo nei cartoni e nei film che guardavo. Però non avevo mai davvero approfondito questa cosa. Diciamo che la passione è venuta un po’ da sola: è iniziato tutto anni fa quando facevo parte del coro delle Voci Bianche del teatro San Carlo. Arrivò un provino per alcuni ragazzi e lì ho incontrato il mio attuale coach Peppe Mastrocinque che mi ha proposto di entrare nella sua accademia. Da quel momento sono dentro da quattro anni e ho iniziato a prendere tutto molto più seriamente.

Sogni e progetti futuri. Recitare è ciò che vuoi fare da grande?

Certo mi piacerebbe molto proseguire su questa strada e continuare a recitare. Però allo stesso tempo penso sia importante avere anche un piano B, perché non si sa mai come andrà a finire e cosa mi riserverà il futuro. Intanto cerco di dare il massimo e di godermi ogni esperienza.

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