Il successo della serie Rai La Preside (Rai 1, lunedì sera l’ultima attesissima puntata), ispirata alla vera storia di Eugenia Carfora a Caivano, con oltre 4,8 milioni di spettatori all’esordio, e sopra i 4 milioni nelle successive due puntate, è legato a diversi motivi.
Innanzitutto la potente interpretazione di Luisa Ranieri, che dà vita a una figura femminile forte e imperfetta, determinata e umana, capace di trascinare lo spettatore.
Tratta temi sociali attuali come la dispersione scolastica, il riscatto e la legalità, unendo la fiction popolare a un forte impegno civile.
L’alto gradimento in fasce d’età variegate (i giovani al 33,3% tra le donne 15-24), poi, dimostra la capacità di parlare a diverse generazioni con un linguaggio autentico.
Innegabile infine l’entusiasmo e la freschezza del cast di giovani attori che interpretano gli studenti dell’Istituto.
Tra di loro, la 18enne campana Aurora Venosa che interpreta Jessica D’Amore, una ragazza che ha tanta voglia di “farsi ascoltare” e che esprime proprio attraverso il canto il sentimento di dedizione, coraggio, riscatto e speranza che pervade la serie.
Proprio con quella sua voce che abbiamo conosciuto nel 2024 alle audizioni e ai Bootcamp di X Factor e annunciando un suo nuovo singolo in uscita prossimamente, l’artista cresciuta a Torre Annunziata si racconta nella rubrica “sette domande” tra desideri, emozioni e progetti futuri.
Aurora, i risultati parlano chiaro. La Preside è da tutti considerata la prima vera serie evento di questo 2026. Che esperienza hai respirato sul set e che chimica si è creata tra te e i ragazzi del cast.
Sono davvero contenta del risultato che sta ottenendo la serie, è un risultato che gratifica tutti noi e che pone luce su una storia necessaria: quella di Eugenia Carfora. Per me, i mesi di set sono stati una lezione di umanità e vita. Non sono solo stati una palestra per il mio mestiere, ma anche un regalo immenso che mi ha permesso, ogni giorno, di imparare, sperimentare, vivere, rafforzarmi. Tra noi ragazzi si è creata una chimica immediata. Eravamo tutti desiderosi di raccontare questa storia, di condividerla, di viverla. Tifiamo davvero tanto nella condivisione e nell’unione.
Il tuo personaggio – Jessica – ha un grande desiderio: far ascoltare la propria voce al mondo intero. Quanto di Jessica c’è in Aurora e soprattutto quanta voglia di “libertà” – attraverso la musica, la recitazione, l’arte – ha voglia Aurora di manifestare al mondo intero?
Ho fortemente voluto camminare mano nella mano con Jessica durante tutte le riprese.
Siamo un’anima sola. Abbiamo gli stessi occhi, lo stesso amore per la musica, la stessa forza. Non siamo mai state qualcosa di distante l’uno dall’altra. Non ho mai pensato di distanziarla dalla mia vita. L’unica differenza tra di noi, è quella di essere nate in due contesti completamente differenti: lei vive in un mondo continuamente instabile, io sono cresciuta in un posto tranquillo con una famiglia molto presente. Entrambe abbiamo una grande sete di libertà e sappiamo che quel valore deve essere afferrato e conquistato, ogni giorno. L’arte é il mezzo più potente che Aurora e Jessica hanno per diventare delle persone libere e serene.
La Preside è una storia di riscatto, di seconde possibilità, ma aggiungo, anche di speranza. Come vive una ragazza come te, che culla un sogno artistico importante, l’inquietudine della tua età e di questo tempo che sembra soffocare le ambizioni dei più giovani, a qualsiasi latitudine essi si trovano.
Questo tempo spinge ogni giovane a lottare costantemente per tutto: per una libertà che
sembra essere sempre incerta, per uno spazio sempre da ricercare e assicurarsi, per un
sogno che sembra sempre impossibile da realizzare. I giovani sono sempre messi alla prova, in ogni contesto. Ma credo che sia importantissimo avere delle persone accanto che possano darti stabilità, ascolto ed una sicurezza limpida. Lotto, ogni giorno, per i miei sogni e per il mio lavoro che sta diventando sempre più concreto. Ho accanto una famiglia che mi dona ascolto e protezione. Non mi sono mai sentita sola in questo viaggio verso la musica e la recitazione. Sono piena d’amore e credo che questa sia la mia più grande fortuna per andare avanti. Grazie a mamma e papà riesco a guardarmi dentro, a non perdere mai il senso dell’orientamento quando le cose diventano difficili. Non perdo mai me stessa.
La serie ruota attorno alla figura – forte ed autorevole – di una immensa Luisa Ranieri. Cosa hai imparato lavorando fianco a fianco con lei?
Tutto. Luisa Ranieri mi ha guidata, fin dal primo giorno. Ha guidato i miei primi passi nel
mondo della recitazione. Ha alleviato le mie paure sul set, mi ha dato coraggio e forza.
Guardarla sul set, in questi mesi, è stato un regalo: ho osservato non solo una grande
professionista ma anche una grande donna che non lascia mai nulla al caso. Mi ha insegnato ad ascoltare tutte le persone che si hanno intorno sul set e nella vita quotidiana. L’ascolto è tutto quello che c’è di importante per vivere e lavorare al meglio.
Tu sei anche interprete della sigla de La Preside, intitolato Non mi basti mai. Il sound profuma anche molto d’estate e spopolano in rete le versioni “ballate” del brano. Che effetto ti sta facendo?
Cantare la sigla ha concretizzato questo bellissimo sogno che sto vivendo ne La Preside. Ho coniugato il mio amore per la musica con il mio nuovo amore per la recitazione. Non potevo chiedere di meglio. Sui social, ricevo tanti video e messaggi entusiasti di persone che stanno ballando la sigla e questo non può che rendermi felice. È una gioia portare un sorriso alle persone.
Aurora, vieni da una famiglia di artisti, che ha respirato arte a 360°. Cosa pensi sia per te l’arte, e quanto pensi che essa possa “salvarci” dalle brutture del quotidiano?
L’arte ha rappresentato il mio mondo, fin da quando ero nella pancia di mia madre che
ballava. I miei genitori mi hanno permesso di nascere e vivere nell’arte, nella musica, nella danza. Mi hanno donato continui stimoli per esprimere il mio mondo e quello che provavo. L’arte mi salva continuamente e mi rende determinata e sicura. É il mio porto sicuro quando tutto crolla. È la ragione della mia esistenza. Non riesco ad immaginarmi senza la musica, la recitazione. Voglio esprimermi attraverso l’arte per tutta la vita.
Solitamente l’ultima domande è legata al futuro. Un futuro che per te è già presente e che potremmo tradurre nella parola “MUSICA”. Cosa è per te la musica e cosa puoi eventualmente anticiparci (siamo super curiosi!)
La musica è il mio motore per la libertà. La mia voce è la spinta che mi serve per affrontare le avversità del mio percorso. Rappresenta il mio lavoro, la mia realizzazione come giovane donna e artista. La musica ha rappresentato, in ogni fase della mia vita, un inizio ed una spinta per andare sempre avanti. Nelle prossime settimane, uscirà il mio nuovo singolo, il frutto di un anno di lavoro e sacrifici. Non vedo l’ora che le persone possano ascoltare quello che ho da dire …
si ringrazia ufficio stampa Anna Chiara Delle Donne, foto di Duccio Giordano













































