“Gomorra – Le Origini” piace e anche parecchio. La certezza arriva dai dati di ascolto. I primi due episodi del prodotto sono stati visti da circa 734mila spettatori in Total Audience.
in termini di cifre, la tenuta degli episodi è pari al 62% mentre per il terzo si arriva addirittura al 70%. Questo vuol dire che la soglia di attenzione collettiva cresce. Tale valore supera quello di un’altra serie di successo, sempre targata Sky, come M – Il figlio del Secolo.
Grosso merito del successo va al giovanissimo cast, all’interno del quale brilla un altro giovane talento della PM5 Talent di Peppe Mastrocinque.
Stiamo parlando di Antonio Incalza, classe 2015, il più piccolo dei protagonisti di “Gomorra – Le Origini”, prequel in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW, tratta dall’omonimo bestseller di Roberto Saviano.
Nella serie – con la regia e la supervisione di Marco D’Amore – Incalza interpreta il ruolo di Fucariello, un orfanello sempre alla ricerca di qualche guaio e di qualcosa da mettersi nello stomaco. Insieme a Manuele, Lello e Toni, fa parte del gruppo degli inseparabili amici di Pietro, che insieme si ritrovano a vivere le avventure più rocambolesche.
Antonio Incalza, classe 2015, frequenta la quinta elementare a Napoli e studia
recitazione nella scuola diretta da Peppe Mastrocinque, la PM5 Talent. Dopo aver esordito
con un piccolo ruolo nel film “Il Treno dei Bambini”, per il piccolo Antonio Incalza arriva
l’opportunità di iniziare una nuova avventura nella serie “Gomorra – Le Origini”,
un’esperienza molto significativa per l’attore napoletano, che nonostante la sua giovane
età sembra aver chiaro cosa fare da grande. Al giovanissimo Antonio le nostre sette domande, le prime del 2026 per la nostra rubrica.
Antonio, “Gomorra – Le Origini” sta riscuotendo un notevole successo in queste settimane di messa in onda su Sky. Ti aspettavi così tanto interesse sul prequel diretto da Marco D’Amore?
In verità sì, perché vivendo il set giorno dopo giorno, ho potuto constatare quanto impegno ci sia stato non solo da parte del cast artistico, ma anche e soprattutto di quello tecnico. Non si fermavano un attimo, tutti lavoravano con dei ritmi assurdi, proprio per far sì che si realizzasse un prodotto che potesse essere di interesse per il pubblico.
È stato davvero importante per me essere diretto da Marco, perché oltre ad essere un bravo attore è anche un eccellente regista e sul set a noi ragazzi dava sempre consigli per come girare le scene, quindi sotto questo punto di vista, posso ritenermi più che fortunato.
Qual è il consiglio più importante che ti ha dato?
Mi dava tantissimi consigli proprio per l’impostazione del personaggio in alcune scene, ma ovviamente quello più importante è sicuramente di essere me stesso, sempre.
Vita da set. un aneddoto o una curiosità da raccontare ai nostri lettori…
È stato un periodo lungo, che ho vissuto intensamente con tutti gli altri attori della serie. Insieme abbiamo vissuto tantissime esperienze e ci siamo divertiti tanto, ad ogni scena. Questa è una cosa che ricordo molto bene, ovvero l’essermi divertito per girare ogni singola scena.
Con gli altri attori che compongono il cast della serie, che legami, che rapporti si sono creati?
Siamo diventati amici oltre il set. Ci sentiamo e ci vediamo ed insieme ricordiamo le nostre avventure nel corso delle riprese. Io ero il più piccolo del cast, ma nonostante tutto ho legato con tutti, anche perché ero molto coccolato.
Parliamo un po’ di te. Giovanissimo, prima grande esperienza, com’è nata la passione per la recitazione?Questa è la mia prima e grande esperienza, ma la passione per la recitazione è nata grazie al mio piccolo ruolo nel film Il Treno dei bambini. Poi, grazie al mio coach Peppe Mastrocinque, ho continuato a studiare formazione cinematografica fino a superare i diversi provini ed approdare sul set di Gomorra Le Origini.













































