All’Hotel Excelsior di Napoli, durante l’Anteprima della XX edizione di Vitigno Italia, c’era già aria di festa. Le sale piene, le etichette provenienti da tutta la penisola e l’entusiasmo del pubblico hanno fatto da cornice a uno dei momenti più significativi della giornata: la presentazione del Panettone alla Mela Limoncella firmato da Catello Di Maio di Cesto Bakery, frutto di un’idea e di una collaborazione virtuosa con Mimmo De Gregorio, patron del ristorante Lo Stuzzichino. di Sant’Agata sui Due Golfi.
Il dolce ha conquistato immediatamente il pubblico grazie alla naturalezza delle cose fatte con cura, senza forzature. Protagonista indiscussa è la mela limoncella, piccolo gioiello dei Monti Lattari: frutto antico, profumatissimo, dalla buccia giallo-verde e dalla spiccata acidità, sopravvissuto grazie alla tenacia di chi crede nei prodotti del territorio. Tra questi c’è Mimmo De Gregorio, che da anni custodisce e rimette in produzione il meleto storico della famiglia Ciardella, salvaguardando una varietà che rischiava di scomparire.
Su questa base identitaria si innesta il lavoro di Catello Di Maio, maestro dell’arte bianca che nel suo laboratorio tratta il lievito madre come un organismo vivo. Ogni passaggio è guidato dal tempo e dall’attenzione ai dettagli: canditura lenta delle mele, fermentazioni controllate, ricerca dell’equilibrio aromatico. Il risultato è un panettone che racconta una storia precisa: soffice, fragrante, attraversato da una freschezza agrumata naturale che non copre, ma esalta la dolcezza dell’impasto.Nel pieno della produzione natalizia, Catello mostra con orgoglio il panettone alla limoncella di Santa Carosi dei Cuffi, omaggio proprio di Mimmo. Controlla la maglia glutinica — “fa il velo”, dice soddisfatto — aggiunge una nota di cannella alle mele e rivela il vero segreto del suo successo: la squadra. Presenta Ciro, collaboratore fidato da oltre dieci anni, colui che contribuisce ogni giorno a trasformare l’impasto in un’eccellenza riconoscibile.
Il panettone viene poi sistemato nel mastello per una lunga fermentazione a massa, due ore necessarie a sviluppare struttura e profumi. È un gesto antico, che parla di pazienza, rispetto e artigianalità.Nasce così un dolce identitario, che unisce la rinascita di un frutto antico alla creatività contemporanea di due protagonisti della gastronomia della Penisola Sorrentina. Un simbolo di come la tradizione, quando condivisa, possa ancora evolvere e stupire.













































