Sette domande. Dominique Donnarumma: «Da Locarno a Roma, non smetto di credere nei miei sogni! E ci vedremo di nuovo in tv col Commissario Ricciardi»

A 17 anni è la protagonista del film "Piano piano” diretto da Nicola Prosatore, già presentato alla 76esima edizione del Locarno Film Festival, e che sabato prossimo 22 ottobre approda alla Festa del Cinema di Roma, nella sezione parallela “Alice nella Città”. In attesa di rivederla su Raiuno ancora nei panni di Benedetta Maione.

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Segnatevi questo nome: Dominique Donnarumma.

Ha solo diciassettenne anni, ma la giovanissima attrice originaria di Gragnano, terrà di pastai e di sole che bacia e scalda il grano, è la protagonista del film “Piano piano” diretto da Nicola Prosatore, già presentato alla 76esima edizione del Locarno Film Festival, e che sabato prossimo 22 ottobre approda alla Festa del Cinema di Roma, nella sezione parallela “Alice nella Città”.

Dalla scuola “Laborart Centro Cinema, Teatro, Danza” di Gragnano (di Imma Cuomo e Rosaria Cannavale), dove ha raggiunto il livello avanzato di conoscenze nella danza classica, moderna e contemporanea e ha frequentato corsi di dizione, di movimento scenico, di teatro e cinematografia, all’Agenzia PM5 Talent di Peppe Mastrocinque che le ha permesso la partecipazione ad alcuni film e serie televisive: “Il Commissario Ricciardi”, “Generazione 56K” e la partecipazione nel film “Il Peso Esatto Del Vuoto”.

Poco prima delle emozioni dell’imminente red carpet romano, l’abbiamo incontrata per la nostra rubrica #settedomande.

Dominique, da Locarno a Roma, sono mesi intensi e bellissimi questi dopo la fine delle riprese di Piano Piano. Che esperienza è stata la tua prima da protagonista?
Essere la protagonista di un film è sicuramente il sogno di ogni attore, e lo è stato anche per me. Anche se ho solamente 17 anni, era da tanto che aspettavo questo momento. Da questa esperienza ho imparato davvero molto: avere la forza di non arrendersi mai davanti alle difficoltà e agli ostacoli e non smettere mai di credere nei propri sogni. Tutti i momenti che ho vissuto mi hanno aiutato a crescere come persona ma hanno contribuito anche ad arricchire il mio bagaglio artistico

Ci racconti un po’ di Anna, personaggio “principesco” in una realtà difficile e complessa in cui si sviluppa il film?
Anna ha 13 anni, sta iniziando a scoprire la sua adolescenza, vive in periferia insieme alla madre single. Dalla sua finestra osserva gli abitanti del quartiere che la chiamano “una principessa”, ciò è dovuto dal rapporto che ha con sua madre che tende ad essere oppressiva poiché vorrebbe un futuro migliore per la figlia.

Che rapporto hai instaurato sul set con Nicola Prosatore e Antonia Truppo, compagni nella vita, l’uno regista e l’altra co-sceneggiatrice, produttrice e interprete del film insieme a te?
Sin dall’inizio con Nicola e Antonia c’è stato del feeling, sentivo che si sarebbe instaurato un rapporto speciale e così è stato. Sono due persone meravigliose che amano il proprio lavoro. Sono state le mie guide, perché dal momento che mi hanno scelto mi hanno preso per mano aiutandomi a migliorare nelle varie tecniche e a sciogliermi per interpretare al meglio il personaggio di Anna. Ho avuto modo di trascorrere del tempo con loro anche fuori dal set, quando siamo andati a Locarno, e sono molto simpatici, infatti con loro non ci si annoia mai e hanno la capacità di metterti sempre a tuo agio.

Sei partita dalla danza per arrivare alla recitazione, a soli 17 anni già tantissime esperienze: com’è nato l’amore per questo mestiere?
L’amore per il cinema è nato per caso, un giorno finita la lezione di danza ne iniziava una di recitazione mi soffermai a vederla e volli provare anch’io. Da quel giorno non ho mai più abbandonato.

Da un piccolo paese di provincia (Gragnano) ai grandi palcoscenici nazionali e europei: spenti i riflettori dei red carpet chi è Dominique Donnarumma?
Dominique è una semplice adolescente come tutte le altre, a cui piace vivere la semplicità. Ama trascorrere del tempo in famiglia e divertirsi con gli amici, dedica molto tempo allo studio, recitazione e danza.

Ti rivedremo ancora nei panni di Benedetta, figlia di Raffaele Maione (Antonio Milo) e Lucia Caputo (Fabrizia Sacchi), nel commissario Ricciardi? Con quale maturità sei tornata sul set di una serie così vincente e così amata dal pubblico?
Si, mi rivedrete ancora nei panni di Benedetta Maione. L’emozione è sempre quella anche se son passati ben 3 anni dalla prima stagione, è sempre bello rivedere sia il reparto artistico e tecnico e scoprire che anche se non ci siamo più visti ed è passato molto tempo il rapporto non è mai cambiato.

Un sogno nel cassetto: con quale regista ti piacerebbe lavorare e soprattutto a fianco di quale attore?
Sono innamorata del regista e attore Roberto Benigni, da quando ho visto per la prima volta a scuola “La vita è bella” all’età di 10 anni, ne rimasi così colpita che ogni volta che lo trasmettono lo rivedo con la stessa emozione.

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