Social World Film Festival, l’anima “social” trascina la kermesse

Il festival è cresciuto, ed ha scoperto la sua anima più social oltre che sociale: questa edizione del Social World Film Festival ci ha insegnato che bisogna avere fiducia nella nuova generazione, le maggiori vittime dei divieti nel periodo del lockdown. Il loro entusiasmo nelle strade di Vico Equense ci lasciano immaginare e sognare un futuro luminoso.

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La 12esima edizione del Social World Film Festival si è conclusa con la tradizionale cerimonia di premiazione.

La città di Vico Equense è tornata a riabbracciare i propri beniamini, dopo due anni in cui, mentre la macchina del festival non si è mai fermata, è stato però difficilissimo consentire il contatto tra gli artisti e i cittadini.

Dal Premio alla carriera a Pupi Avati e Toni Servillo, passando per la madrina di questa edizione, l’attrice spagnola Maggie Civantos protagonista di “Vis a Vis” e poi Marco D’Amore, Francesco Di Leva, Ronn Moss, Peppe Lanzetta, il cast di “Mare Fuori”, Ludovica Francesconi, Valeria Angione, Mario Autore, Francesca Montuori e Jenny De Nucci, in tanti hanno calcato il red carpet, in tanti hanno tenuto incontri con la stampa e preziose masterclass con i più giovani.

Il festival è cresciuto, ed ha scoperto la sua anima più social oltre che sociale: lo dimostra la presenza della creator digitale  e star del web Valeria Angione che ha tenuto un vero e proprio talk sul tema “Social: istruzioni per l’uso” intervistata da Roberta Scardola.

«I social mi hanno aperto una porta inaspettata, la pandemia mi ha offerto un’occasione di rinascita: soprattutto durante il lockdown, un po’ tutti abbiamo scoperto il valore del web; in un mondo che ci invitava a mantenere le distanze, abbiamo cercato vicinanza dietro uno schermo. E io ho cercato di intrattenere ancora di più i miei followers. I numeri confermano che ha funzionato: dai nemmeno 300.000 followers che avevo nel 2019, in questo periodo sono diventati 750.000». 

O quella dell’attrice  Jenny de Nucci  (“Il Collegio”, “Happy Birthday”, “Don Matteo” e “Un passo dal cielo”, “Sempre più bello” , doppiatrice “Sing 2”) che conta più di 1.3 milioni di followers, mentre il suo profilo di TikTok, vanta 2 milioni seguaci.

«Ultimamente ho iniziato a sviluppare un rapporto molto più sano con i social network, e a dirla tutta sono molto fiera di me. Prima pensavo che il numero di persone che mi seguisse sui social fosse direttamente proporzionale alle ore da trascorrere sui miei canali. Il web é sempre stata una mia grande passione ma eccedere con le ore davanti allo schermo non è per niente sano. Io amo condividere quello che più mi piace, dal video ironico con la maschera per il viso, alla foto curata per una rivista. Ora però, mi sono promessa di non viverla più come un dovere. Con la mia community ho un rapporto così bello che non ho bisogno di giustificare l’assenza di qualche ora o giorni. Loro mi conoscono e sanno che sto studiando e mi sto impegnando per fare l’attrice tutta la vita. Per me sono una grande famiglia». 

Per le strade di Vico Equense ecco apparire le Ambassador che a colpi di reel, tik tok, insta stories hanno raccontato il dietro le quinte del festival, immortalando i photocall, fermando gli istanti delle masterclass.
E’ la freschezza della Generazione Z , attorno alla quale in giro c’è molta disinformazione e pregiudizio. Questa edizione del Social World Film Festival ci ha insegnato che bisogna avere fiducia nella nuova generazione: a 16 anni è normale fare degli scivoloni, ad essere disattenti o addirittura a volte svogliati. Eppure il loro entusiasmo nelle strade di Vico Equense ci lasciano immaginare e sognare un futuro luminoso.
Ed ecco perché in un festival che punta di più alla qualità degli ospiti che alla loro quantità proprio personaggi come la De Nucci, la Angione o il meraviglioso e vincente cast di “Mare Fuori” diventano portavoce di messaggi importanti perché consapevoli che attraverso il loro quotidiano esposto sui social, parlano quotidianamente a milioni di persone: una grossa responsabilità sulle spalle.

Social World Film Festival 2022, tutti i vincitori

Per la sezione FOCUS – OCCHIO AL SUD la giuria di qualità ha assegnato il premio miglior cortometraggio a “La Pescatora” di Lucia Lorè, mentre la giuria Young ha scelto di assegnare il premio a “Tutù” di Lorenzo Tiberia.

Sempre per la sezione FOCUS – OCCHIO AL SUD, la giuria di qualità ha assegnato il premio miglior lungometraggio a “Come prima” di Tommy Weber, mentre quella Young ha scelto “Un mondo in più” di Luigi Pane.

Per la Sezione CITTA’ DEL CORTOMETRAGGIO il premio è stato assegnato a “Per la madre” di Mauro Morandini e Davide Maimone.

Per la Sezione CONCORSO INTERNAZIONALE DOCUMENTARI

  • Premio migliore regia a Roberto Cannavò per “Porpora”
  • Premio miglior sceneggiatura a K. Giannakopoulou e C.Sarpatetti per “Only Human”
  • Premio migliore montaggio a Jesse Immanuel Bom per “(R)oma: A family history”
  • Premio miglior fotografia a Lars Poloskey per “Only Human”
  • Premio miglior documentario a Stefania Murescu per “Princesa”

Per la Sezione CONCORSO INTERNAZIONALE  CORTOMETRAGGI

  • Premio migliore regia a Andy Vallentine per “Letter man”
  • Premio miglior sceneggiatura a Navid Mikkhak Azad per “The recess”
  • Premio miglior attore a Stefano Accorsi per “Chiusi fuori”
  • Premio miglior attrice a Sara Baccarini per “Notte di marzo”
  • Premio miglior colonna sonora a Moby per “L’ultimo stop”
  • Premio miglior montaggio a Daniel Riser per “Letter man”
  • Premio miglior fotografia a Levente Toth per “Branka”
  • Premio miglior cortometraggio a “Out of play” di Romi Menachen

PER LA SEZIONE CONCORSO INTERNAZIONALE LUNGOMETRAGGI

  • Premio miglior regia a Gabriele Fabbro per “The Grand Bolero”
  • Premio miglior sceneggiatura a Mauro Caporiccio, Carlo Mazzotta e Fabio Resinaro per “Ero in guerra  ma non lo sapevo”
  • Premio miglior attore a Francesco Montanari per “Ero in guerra ma non lo sapevo”
  • Premio miglior attrice a Lidia Vitale per “The Grand Bolero”
  • Premio miglior colonan sonora a M.L. Cernuschi, S. Goldman per “The Grand Bolero”
  • Premio miglior montaggio a Luciana Pandolfelli per “Ero in guerra ma non lo sapevo”
  • Premio miglior fotografia a Jessica La Malfa per “The Grand Bolero”
  • Premio miglior lungometraggio a “Boxer Blood and sweat” di Nima Nadaf

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