Franco Arminio, a Meta lettura semiseria del suo ”Lettera a chi non c’era. Parole dalle terre mosse”

Lo scrittore, poeta e paesologo irpino interviene a 'Meta Portoni Aperti' 2021. Dal sindaco Tito e dall'assessore Balzano la consegna della cittadinanza onoraria di Meta

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Franco Arminio (c)

Irpinia, una terra di mezzo, montuosa, fatta di valli e boschi, di piccoli borghi (dis)incantati rispetto alla volgare modernità e di storie… tante storie… come quelle raccontate fra versi e prosa da Franco Arminio.

Noto scrittore, poeta ma soprattutto paesologo originario di Bisaccia (AV), cuore profondo dell’Alta Irpinia colpita dal sisma dell’80, questa sera Franco Arminio è intervenuto alla prima giornata dell’evento ”Meta Portoni Aperti” edizione 2021. Tema centrale, naturalmente, la presentazione del suo volume dal titolo ”Lettera a chi non c’era. Parole dalle terre mosse” (Bompiani) che mescola abilmente tra prosa e poesia le storie raccolte dall’autore partendo dal terribile terremoto del 1980 con epicentro fra Campania e Basilicata.

Un mix di storie irpine, ma non solo, alternando il testo anche racconti di illustri personaggi italiani e studiosi del Novecento che hanno vissuto sulla loro pelle il dramma di un terremoto: dalla storia dell’insigne meridionalista Gaetano Salvemini, parlando del sisma di Messina 1908 a quella della famiglia di Benedetto Croce, sotto le macerie della tragica esperienza di Casamicciola a Ischia nel 1883; c’è poi la vicenda dello scrittore abruzzese Ignazio Silone e di Romolo Tranquilli nel terremoto di Avezzano 1915, insieme a tante altre storie comuni messe in versi e in prosa da sismi a noi più vicini come L’Aquila 2009, Amatrice 2016, Umbria e Marche 1998, Emilia Romagna 2011.

La lettura di alcuni spezzoni del libro, però, è stata malgrado il tema condotta in modo leggero e coinvolgente da Arminio, che si è confrontato col pubblico di Meta attraverso un singolare scambio di dialetti e provenienze geografiche, prima di un esilarante momento canoro. In chiusura, alla presenza del sindaco di Meta Giuseppe Tito, dell’assessore alla cultura Biancamaria Balzano e degli organizzatori Eugenio Lorenzano con l’associazione MetaArte, è stata conferita al paesologo ormai affezionato ospite della manifestazione Portoni Aperti la cittadinanza onoraria di Meta.

Un notevole successo di pubblico per far ripartire dopo un anno di stop forzato l’evento clou dell’autunno metese dedicato alla geografia e alla riscoperta delle radici storiche. Due anni dopo Matera 2019 e il suo racconto con il giornalista Andrea Di Consoli, riparte così il connubio fra aree costiere ed aree interne con particolare focus dedicato all’Irpinia.

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