Premio Minerva 2020, Candida Guida si racconta… a Paginasette

Categoria Musica, arte e spettacolo: parola alla prima delle sei eccellenze vicane che hanno scelto di raccontarsi a noi

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Candida Guida, premiata per la categoria Musica, arte e spettacolo, è il primo dei sei protagonisti del Premio Minerva 2020 consegnato a Vico Equense alle eccellenze locali. La prima “puntata” del nostro racconto dei premiati dalla Fondazione Fast di Antonio Breglia tratta di spettacolo, lirica, musica classica, recitazione. Candida è inoltre sorella di una vecchia conoscenza di Paginasette (Chiara Guida, da noi intervistata nel primo mese ufficiale di questa avventura giornalistica, a luglio 2017, nel contesto del Social World Film Festival, ma in libreria nella sua Vico – qui il ricordo dell’intervista a tu per tu in sette domande).

Oggi invece, secondo una formula per noi ancora inedita, che è più una auto narrazione che un’intervista, è con l’altro talento di famiglia che apriamo – casualmente – questo format per così dire “a puntate”. Parola dunque a lei, Candida:

Quando mi viene chiesto di parlare di me, non ho mai molto da raccontare. Sono molto esigente con me stessa e ogni traguardo, ogni successo, viene presto relegato al passato
per dare spazio ad un nuovo obbiettivo. La mia strada è ancora lunga, i propositi che ho nel
cuore e nella testa ancora lontani, ma alla mia portata.
Tra le cose belle che ho fatto di recente, non posso non citare la collaborazione con il San
Carlo in Carmen di Bizet diretta dal più grande dei grandi, Zubin Metha, gli “intermedi della
pellegrina” a Firenze, e poi le Liaisons Dangerous. Mi è stata regalata questa Merteuil, un
personaggio creato per me, cantato e recitato, un ruolo difficilissimo per il quale ho cantato e recitato, che mi ha portata tra le migliori interpreti Europee. Una soddisfazione, certo, ma
anche un’esperienza faticosa e sofferta: per un cantante lirico non è scontato saper recitare
la prosa, la tecnica è completamente diversa.

L’opera andava in scena con i sottotitoli in inglese e olandese, visto che i testi originali sono in italiano, e una sera l’addetto ai sottotitoli, che non conosceva l’italiano, mi disse: “Io non capisco l’italiano ma riesco a capirti grazie alle inflessioni che dai alla voce, al sentimento che esprimi. Io respiro con te e capisco tutto. Credo che questo sia stato il complimento più bello che mi abbiano mai fatto.
Lo spettacolo che ha già avuto 30 repliche doveva essere riproposto nella primavera del
2020, ma sappiamo tutti com’è andata. Covid permettendo, tornerà nel 2022.
All’inizio della mia carriera mi venne conferito il premio Sorrento nel mondo. L’occasione fu
quella, triste purtroppo, di un mio intervento su un quotidiano nazionale, a seguito della
morte del Maestro Luciano Pavarotti. Ero tra i suoi allievi. Quel premio mi riempì di gioia,
perché era un premio che arrivava dalla mia terra. E questo vale anche per questo premio, il premio Minerva, per il quale però la gioia è triplicata, perché arriva in un momento
particolarmente difficile, dopo quasi un anno di immobilità lavorativa è una carezza in un
momento di sofferenza.
Ringrazio infinitamente la Fondazione FAST nella persona di Antonio Breglia che ha
pensato a me.
Quando racconto di me, del mio studio, del mio lavoro, non posso fare a meno di raccontare anche il mio territorio. Ho sempre sentito forte il richiamo delle mie radici, la loro importanza, la bellezza che c’è nella mia Vico e i tesori culturali che racchiude.
Fin dai primi anni di studio ho cercato di riportare alla luce la musica scritta per Vico e a
Vico, dai grandi musicisti che avevano dimorato a San Francesco nel convento, erano
monaci e praticavano anche la composizione. Anche il lavoro su Luigi Guida è un vero e
proprio atto d’amore! La sua musica è bellissima e tra qualche mese tutti potrete ascoltarla, perché uscirà il mio lavoro discografico su Vico e sul Maestro, inoltre in ottobre è uscito curato da me e da cari amici il volume Mystica – parte terza, con opere inedite di Guida, primo di una lunga serie che vorrei racchiudesse la sua opera omnia.
Studiare uno strumento musicale, nel mio caso, la voce, è un lavoro continuo di artigianato.
Si passano anni e anni a cercare di capire come funziona la propria voce, nonostante non si
riesca a vederla, perché è dento di te, non solo dentro alla gola e alle corde vocali, ma nella
testa e nel cuore. Devi imparare a sentirlo… e quando io lo ascolto, sento Candida, sento la
vera me, cresciuta negli anni non solo attraverso le esperienze di vita e di lavoro, ma anche
grazie a questo studio su me stessa e sul mio strumento. Uno studio che non finisce mai.
Questo è il grazie che rivolgo al dono del canto, grazie di avermi fatta crescere. Io credo che tutti gli esseri umani debbano avere, amare una disciplina e attraverso questa crescere, perché alla fine è solo questo il nostro compito terreno.

La pergamena del Premio Minerva 2020, consegnato a Candida Guida

Sono contenta di questo riconoscimento perché amo Vico e perché vorrei che si facesse più
cultura e meno intrattenimento, in questo territorio. Combatto da anni per questo, bisogna
abituare le persone al bello per farle crescere come individui, che il bello non è solo il mare e la pizza… La cultura eleva i cuori, in qualche caso salva anche da strade storte che
purtroppo sono sempre in discesa, sempre facili. Manca l’educazione dei cuori al bello.
Io spero che nascano e crescano altre persone devote alle arti, in questo Paese, che le
affrontino con l’impegno, la devozione, la passione che esse meritano.
L’intrattenimento è di tutti, l’arte di pochi.
Voglio chiudere con un augurio a me stessa. Spero di poter tornare presto sulle mie amate
tavole di legno, immersa in quell’odore di polvere antica, tra i velluti delle tende, il sudore
sotto al pesante trucco di scena profumato di talco che mi manca come l’ossigeno.

Candida Guida

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