DOC-Nelle tue mani. L’umanità che vince in corsia (ed in tv)

8 milione e mezzo di spettatori per l'ultima puntata del caso televisivo dell'anno. Il segreto del successo? Il mix tra competenza scientifica ed empatia, ma anche il tempo dell'emergenza che stiamo vivendo e che ci ha avvicinato in modo diverso ai drammi e alle storie dei camici bianchi e dei pazienti.

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Tra colpi di scena, suspense e qualche lacrima si è concluso ieri sera il primo capitolo di DOC-Nelle tue mani, la fiction campione di ascolti, iniziata lo scorso mese di marzo, proprio durante il primo lockdown.

Un lieto fine “provvisorio”, dopo una cavalcata lunga quasi otto mesi, tra pause forzate (causa covid che ha interrotto le riprese) e poi la messa in onda di un solo episodio a settimana (“colpa” di Amadeus e del suo AmaSanremo contro cui si è scagliata l’ira del popolo social), che hanno contribuito ad alimentare il mito del caso televisivo dell’anno.

Ieri l’ultima puntata della prima stagione ha incollato alla tv  8.510.000 spettatori pari al 30.8% di share. Su Canale 5 Harry Potter e la Camera dei Segreti ha raccolto davanti al video 2.391.000 spettatori pari al 12.6% di share  La serie ha ottenuto, così, una media di ascolti molto elevata che ha superato ampiamente i 7 milioni di telespettatori per ognuno degli episodi mandati in onda. Numeri che hanno attirato l’attenzione del mercato americano e che presto porterà Doc-Nelle tue mani oltreoceano (la serie è già in onda in Spagna e Portogallo).

E allora diciamolo subito, così da fugare ogni dubbio: una seconda serie con protagonista l’attore Luca Argentero (che impersona il Dottor Andrea Fanti) ci sarà. Gli sceneggiatori sono al lavoro, si ipotizza un ritorno sul set già la prossima primavera (in autunno in tv). Del resto già fioccano le anticipazioni sul nuovo capitolo, con il virus e la pandemia che saranno raccontati nei nuovi episodi, nei quali Andrea tornerà a capo del suo reparto, come già svelato dagli sceneggiatori. Ma anche con molti intrecci da dipanare: Giulia Giordano (Matilde Gioli), non potendo più sopportare l’amore che Doc continua a provare per l’ex moglie Agnese (Sara Lazzaro), ha chiesto il trasferimento in un altro ospedale, ma l’uomo di cui è innamorata l’ha pregata di ripensarci e restare al suo fianco per salvare altre vite insieme; e ancora Gabriel (Alberto Malanchino) che ha deciso di tornare in Africa, rinunciando all’amore per Elisa (Simona Tabasco); e poi c’è Lorenzo (Gianmarco Saurino), che dopo aver denunciato Sardoni ed aver ammesso di aver fatto uso di droghe, si è messo in aspettativa, per ritrovare il proprio equilibrio.

In reparto, per ora, restano di sicuro Alba (Silvia Mazzieri) e Riccardo (Pierpaolo Spollon), che si sono messi insieme e hanno affrontato e battuto i propri fantasmi: per lei la dura madre, per lui il suo handicap alla gamba.

Cosa si nasconde dietro al successo incredibile della serie? Doc-Nelle tue mani, è ispirato alla vita vera di Pierdante Piccioni raccontata nel libro Meno dodici (scritto a quattro mani con Pierangelo Sapegno). Il titolo del libro fa riferimento proprio a dodici anni di memoria perduta a causa di un incidente.

Doc – Nelle tue mani parte proprio da questo momento, con Luca Argentero/Andrea Fanti costretto a ripartire da zero e rivalutare la sua esistenza. Non più primario, ma specializzando tra le giovani leve di un pronto soccorso al cui interno si intrecciano le vite dei protagonisti e dei pazienti.

Un mix di competenze scientifiche ed empatia che nascono e si mescolano di volta in volta con la conoscenza approfondita delle vite private dei pazienti: questa una prima lettura vincente che la serie ci offre. Lontana anni luce da una certa crudezza tipica delle serie oltreoceano (ER-Medici in prima linea) ed una “umanità” più autentica rispetto ad esempio al Dottor House.

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Dietro la fredda lavagnetta dove si segnano i sintomi e si ipotizzano le diagnosi, c’è la volontà di indirizzare il pubblico – attraverso le singole storie raccontate – ad una crescita umana seguita da una maggiore consapevolezza da parte di tutti: dal paziente ai suoi parenti, ma soprattutto i medici.

C’è poi un altro elemento: il tempo in cui la serie è andata in onda. DOC ha esordito a marzo nel pieno del primo lockdown dopo l’Amica Geniale. Era l’Italia dell’andrà tutto bene, delle canzoni ai balconi, dei tricolori sventolati. Il paese che ha adottato medici e infermieri come eroi. DOC ci ha detto in questi lunghi mesi di programmazione – tra la primavera e l’autunno, tra il primo e il secondo lockdown – che i medici italiani sono bravi, sanno prevedere i problemi e non hanno nulla da invidiare ai tanti colleghi protagonisti dei medical drama d’oltreoceano. Un messaggio che è valido in tempi di pace e lo è ancora di più durante questa lunga emergenza sanitaria. Un messaggio (il monologo del “Non oggi” è da brividi) che batte ogni forma di negazionismo. Del resto la serie si conclude con un nuovo messaggio di speranza, non solo valido per le dinamiche della serie: Il dottor Fanti guarda negli occhi Giulia e le dice: “Io ci sono, tu?”. Impegno, dedizione, passione, presenza.

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