La Dieta Mediterranea a 10 anni dalla dichiarazione Unesco

Celebrazione della giornata del 16 novembre (2010-2020) di riconoscimento ufficiale dello stile di vita cilentano quale patrimonio immateriale e culturale dell'umanità

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Pioppi, palazzo Vinciprova Museo vivente della Dieta Mediterranea

Giornata di eventi (a distanza) sul tema della Dieta Mediterranea patrimonio immateriale dell’umanità. Oggi 16 novembre ricorrono esattamente i dieci anni dalla dichiarazione Unesco con cui l’agenzia Onu riconosceva ufficialmente questo stile di vita tutto meridionale quale patrimonio culturale universale. Il Ministero dell’Ambiente, con il ministro Costa e la conduzione virtuale della giornalista Rai Donatella Bianchi, ha avviato la lunga maratona web di dibattiti inerenti la giornata in cui la Dieta Mediterranea scoperta e coniata da Ancel Keys a Pioppi (foto), in Cilento, venne inserita tra gli stili di vita da adottare a tutela della salute e della biodiversità.

Moltissimi i temi intrecciati a quello odierno e le varie connessioni con altri eventi prossimi, quale la Settimana della cucina italiana nel mondo (23-29 novembre) ricordata dall’intervento del Ministro degli Esteri on. Luigi Di Maio nel suo messaggio in videoconferenza. Dalla ministra per l’Agricoltura on. Teresa Bellanova è stato poi ribadito l’interesse del dicastero verso l’introduzione del diritto al cibo in Costituzione e la creazione dell’ufficio Dieta Mediterranea appositamente all’interno del Ministero. Hanno fatto seguito poi altri spunti di riflessione, dall’educazione alimentare alla lotta agli sprechi fino alla tutela dell’ambiente contro i cambiamenti climatici, passando ovviamente per lo stile di vita salutare da espandere a tutte le comunità rientranti nel bacino euromediterraneo.

Il decennale della dichiarazione Unesco vive dunque una forma particolare di scambio e di relazioni, vista la pandemia in atto. Ciò nonostante la ricerca va avanti, per portare alla ribalta il valore culturale del cibo secondo lo stile di vita mediterraneo studiato da Keys nel territorio di Pollica (SA). Il comune cilentano nel cui ambito ricade la deliziosa frazione marina di Pioppi, sede dell’ecomuseo del mare e della dieta mediterranea di palazzo Vinciprova, è tristemente ricordato al contempo per il barbaro omicidio del sindaco pescatore Angelo Vassallo, nel settembre di dieci anni fa. Una singolare coincidenza, quella che porta dal 2010 ad oggi, nel segno della cittadina del Cilento che vanta di avere nel suo territorio la patria della Dieta Mediterranea quale stile di vita salutare nonchè l’origine di prodotti tipici quali olio extravergine d’oliva, verdure, frutti, pesce azzurro e vino d’eccellenza che vi rientrano a pieno titolo (secondo la piramide ideale contenuta negli studi dell’americano Keys negli anni ’50, presente anche nel museo di Pioppi – foto).

Le piccole comunità ed i borghi locali – sull’esempio di Pollica e del sindaco Vassallo, ricordato dall’attuale primo cittadino Stefano Pisani – rivestono un ruolo fondamentale oggi, estendendosi questo patrimonio culturale a tutte le altre realtà cilentane secondo quanto affermato nel 2010 dal sindaco pescatore. Per motivi connessi soprattutto al valore umano di ogni singolo prodotto l’Unesco portò a compimento la Convenzione sul patrimonio culturale immateriale (2003), per poi giungere il 16 novembre 2010 al suggello della Dieta Mediterranea quale risorsa dell’umanità strettamente legata al tema della stagionalità, della biodiversità e dello sviluppo sostenibile. L’obiettivo di Pollica oggi, infine, è quello di portare l’innovazione al servizio delle comunità locali verso sviluppi futuri del territorio all’insegna della Dieta Mediterranea e dei suoi prodotti quali modelli universali.

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