Addio a Carmine Marzuillo. Sorrento piange “l’inventore” della Delizia al Limone

Cordoglio in città per la scomparsa del Cavalier Marzuillo, noto in tutto il mondo per la sua dolce creazione. A chi gli chiedeva il perché di questo nome, lui rispondeva sempre: "Perché è un dolce leggero, è una delizia, il corpo dentro è così leggero che non si sente nemmeno".

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Sorrento piange il pasticciere Carmine Marzuillo che esportò in tutto il mondo la sua creatura più nota: la delizia al limone. Ad annunciarlo è il sindaco di Sorrento, Massimo Coppola, in un post sul suo profilo Facebook

“Oggi Sorrento piange la scomparsa del maestro Carmine Marzuillo, inventore della delizia al limone, dolce divenuto in tutto il mondo simbolo della nostra città. Da lui generazioni di pasticcieri hanno imparato i segreti di un’arte e di un mestiere che per lui era un’autentica passione, divisa con quella per la squadra di calcio del Sorrento. A lui mi legano tanti ricordi dell’infanzia, quando mi recavo nel suo laboratorio di viale Nizza a prendere i suoi inimitabili biscotti. Ci lascia un pezzo di storia della nostra città, ci lascia un amico, un caro amico”.

Quella della delizia al limone è una invenzione che nasce in tempi piuttosto recenti, a fine anni ’70, grazie all’intuizione di Carmine Marzuillo,  che era partito dai laboratori del Gran Bar Maresca, per finire nelle cucine dell’Excelsior Vittoria di Sorrento, dell’Excelsior di Napoli e del Continental a Roma.

Protagonista della ricetta è l’Oro di Sorrento, il limone.  “Una volta i limoni non valevano niente”, soleva ripetere il Cavaliere Marzuillo. Nel decennio tra i ‘70 e gli ’80, nelle case dei sorrentini esisteva un rosolio al limone, prodotto in casa come digestivo coi limoni che si coltivavano a forza, visto che l’esportazione di tale agrume era andata perdendosi nei decenni. Del boom di inizio ‘900, con bastimenti carichi diretti oltreoceano, era rimasto uno sbiadito ricordo.

Finché un giorno Carmine, nel continuo inventare in laboratorio, decise di sostituire lo Strega che utilizzava per bagnare i suoi dolci e lo fece sperimentando un dessert al cucchiaio a base di pan di Spagna con crema e glassa, che voleva profumare al limone, ragion per cui utilizzò proprio quel rosolio fatto in casa che gli piaceva tanto.

Da Sorrento al mondo, il passò fu breve. La delizia diventò il simbolo di una terra meravigliosa dando nuova vitalità al suo protagonista indiscusso, ritornato nuovamente al centro dell’economia del territorio: il limone. Una ricetta semplice, ma che necessita di grande attenzione nella scelta delle materie prime e negli equilibri che li regolano, una delizia al limone che si rispetti deve essere equilibratamente morbida, delicatamente bagnata, deve avere l’esatta quantità di crema all’interno e la giusta dose di glassa all’esterno. Del resto a chi chiedeva al Cavaliere il perché l’avesse chiamata proprio”Delizia”, lui rispondeva sempre: “Perché è un dolce leggero, è una delizia, il corpo dentro è così leggero che non si sente nemmeno”.

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