Stefano D’Orazio, il batterista gentiluomo, innamorato della musica

72 anni lo scorso 12 settembre e da quasi tutta la vita il motore, uno dei motori, dei Pooh: batterista, autore di tanti brani, flautista, paroliere, cantante, romano doc, Stefano D'Orazio è anche una delle ultime vittime del Covid. Con Facchinetti aveva collaborato alla stesura di "Rinascerò rinascerai", pubblicata ad aprile, in pieno lockdown, a scopo benefico: raccogliere fondi da destinare all'ospedale Papa XXIII di Bergamo, per aiutare la struttura a fronteggiare l'emergenza Covid-19.

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Lutto nel mondo della musica: è morto Stefano D’Orazio, storico batterista dei Pooh. La notizia è stata annunciata ieri nella notte su Twitter dall’amico Bobo Craxi e anche da Loretta Goggi durante la puntata di ‘Tale e quale show’. Da quel momento, il dolore è corso sui social: numerosi i messaggi di cordoglio, ma soprattutto i ricordi. A partire dai “colleghi” di una vita: «Due ore fa Stefano ci ha lasciati» – ha twittato Roby Facchinetti  – «Nel pomeriggio, dopo giorni di paura, sembrava che la situazione stesse migliorando, poi stasera la terribile notizia. Abbiamo perso un fratello, un compagno di vita, il testimone di tanti momenti importanti, ma soprattutto una persona perbene, onesta prima di tutto con se stessa. Preghiamo per lui». Il post, firmato anche da Red Canzian, Dodi Battaglia e Riccardo Fogli, è stato rilanciato dagli altri ex Pooh sui rispettivi canali social. Il 72enne si è spento verso le 22 in ospedale, dove era ricoverato per Covid, ma soffriva di patologie pregresse.

Una vita spesa (al di là dei tanti amori) con la sua vera partner, la musica. Tutto era cominciato da ragazzo con il gruppo The Kings, che suonava nei locali della periferia romana i brani degli Shadows. Poi musiche per Carmelo Bene e Cosimo Cinieri, gruppi in cantine con i reduci dal Piper, comparsate a Cinecittà, finché nel 1971 entrò nei Pooh quando uscì Valerio Negrini. E con Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Riccardo Fogli è rimasto per anni e anni. Per i Pooh è stato batterista, voce e paroliere. Ha interpretato e scritto – tra le altre – Tropico del Nord, La mia donna, Il giorno prima, Se c’è un posto nel mio cuore (che diventò la sigla del Processo del lunedì).

A sorpresa, nel 2009 – dopo 38 anni con il gruppo – decise di lasciare la band per dedicarsi ad altri progetti come solista, a partire dai musical: da Aladin del 2010 a Cercasi Cenerentola del 2014, passando per Mamma Mia (scrisse i testi della versione italiana dello spettacolo), Pinocchio, W Zorro e Cercasi Cenerentola. Nel 2015, dunque, il ritorno nei Pooh per la serie di concerti dell’ultima tournée del gruppo, conclusasi il 30 dicembre 2016 a Casalecchio di Reno (Bologna). D’Orazio era legato da un forte affetto a tutti i suoi compagni di viaggio.

Con Facchinetti stava lavorando a un nuovo musical, Parsifal. E i due avevano unito le forze anche per una canzone, Rinascerò rinascerai, pubblicata ad aprile, in pieno lockdown, a scopo benefico: raccogliere fondi da destinare all’ospedale Papa XXIII di Bergamo, la città di Facchinetti, per aiutare la struttura a fronteggiare l’emergenza Covid-19.

Nel suo sito c’è quasi una previsione di quello che gli è successo: Stefano l’aveva scritto ricordando Manuel Frattini, protagonista del suo musical Aladdin scomparso a ottobre: «È arrivato un virus che ha fatto strage in tutto il pianeta come nei film di fantascienza e ha cambiato il modo di vivere. I teatri sono stati i primi ad essere penalizzati e saranno forse gli ultimi ad essere riaperti. Avrai visto che tutti i tuoi colleghi stanno a casa in attesa di tempi migliori. Oggi, quindi, o sali sul palco e lavori, o niente».

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