DOC Penisola Sorrentina, dal G.A.L. Terra Protetta l’input alla costituzione del Consorzio

Manifestazione d'interesse rivolta ai produttori locali: dal Gruppo Azione Locale l'avvio della difficile marcia verso una tutela efficace del vino sorrentino

0
61
(immagine di repertorio - Google) Vigneti fra Lettere e Gragnano, Monti Lattari (sottozone del Penisola Sorrentina Doc)

Troppo piccola per poter dire la sua nel panorama nazionale ed internazionale, ma troppo importante per storia e tradizioni da restare priva di un Consorzio di Tutela. Parliamo della Penisola Sorrentina, non in senso prettamente turistico e balneare quanto piuttosto come Doc della Campania in ambito enologico. 

Un vino antichissimo, bevuto ed apprezzato sin dai tempi degli antichi romani. Il Surrentinum – appunto – come il Falernum di cui abbiamo parlato pochi giorni fa, è oggi un coacervo di vitigni, indicazioni geografiche tipiche, territori di mare o collinari, di sapori, di vini frizzanti o fermi, di sottozone varie, tale da meritarsi un sistema di certificazione di garanzia adeguato, così come altre Doc importanti a livello regionale e nazionale. L’areale ne racchiude tuttora una fascia costiera, montana e pedemontana che va dall’estremo lembo della Terra delle Sirene (Massa Lubrense) fino ai Monti Lattari ed alla pianura pompeiana, al confine con l’altra grande Doc locale del Vesuvio.

fonte: campaniastories.com

E’ di oggi 4 novembre 2019 il protocollo sull’ultimissima proposta mirante alla costituzione appunto di un Consorzio a tutela della Doc Penisola (Dop secondo la nuova nomenclatura europea – ndr), inserita nella già fittissima pagina adibita a bandi ed avvisi pubblici del Gruppo Azione Locale – il cosiddetto G.A.L. Terra Protetta – con sede in Sorrento. Una rete, un modo per interagire e far sistema a favore di produttori, aziende vitivinicole, imbottigliatori e tutti gli attori principali del panorama enologico locale. Un modo per garantire anche le pregiate ma talvolta bistrattate etichette della zona sorrentina – forse perchè vittima inconsapevole della vicina Doc Costa d’Amalfi, tanto varia ma anche tanto unita. Due territori speculari l’uno all’altro, con caratteristiche morfologiche e climatiche simili. Tratti di costa paesaggisticamente meravigliosi ed invidiati da tutto il mondo, terre particolarmente vocate alla coltivazione degli agrumi. Ma al tempo stesso due costiere spesso rivali, che nel campo vinicolo hanno tanto da dire entrambe. Ecco dunque la chiamata a raccolta ad unire le forze, con la manifestazione d’interesse pubblicata mediante avviso dal GAL (entità giuridica che racchiude comunque sia insieme comuni della penisola sorrentina e della costiera amalfitana – ndr).

Modelli, timbri e protocolli a parte, è ai comuni produttori di vini a marchio Sorrento, Gragnano e Lettere in particolare – quali tre sottozone della denominazione d’origine controllata in questione – che va l’appello all’unione per costituire in futuro un Consorzio di Tutela (secondo i principi dettati dalla legge n.526/99 e dal Codice Civile ex artt. 2602 ss.). Centri medio-piccoli della catena dei Lattari, da Sant’Antonio Abate, Santa Maria la Carità, Pimonte, Casola, Agerola, Lettere e Gragnano fino ai sei comuni della penisola sorrentina fra Vico Equense e Massa Lubrense, senza dimenticare Castellammare di Stabia.

Immagine di repertorio (Google)

Ci si aspetta ora la massima partecipazione, fra vignaioli e stakeholders locali, associazioni, imprenditoria e naturalmente istituzioni. Uno sforzo perchè si faccia rete e si vada così a tutelare il prodotto vino della Penisola Sorrentina, per uscire da quella sudditanza che spesso le uve locali vivono sul mercato a causa dell’asprigno dei limoni Igp Sorrento che ne influenza spesso anche il terroir.

Tutto l’occorrente per la richiesta da presentare al GAL Terra Protetta è pubblico, reperibile al link http://www.galterraprotetta.it/bandi-2-2/

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

11 − 9 =