Cena con vista su Capri: passione, amicizia e buona tavola… tutto in ‘One fire’

Il borgo di Santa Maria dell'Annunziata e il suo castello, la terrazza di Murat, un tramonto sul golfo dove brilla la stella de "La Torre - One fire"

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papà Tonino Mazzola, sua moglie Maria e la figlia Alessia, con la redazione Paginasette

Non è facile di questi tempi trovare un luogo dove cenare senza il frastuono delle auto e della città, senza quella folla impazzita che durante l’estate invade ogni angolo di paradiso rendendo tutto più stressante. Eppure, nei meandri della policentrica ed affascinante Massa Lubrense, si apre la terrazza più bella del golfo di Napoli. Santa Maria dell’Annunziata è il borgo autentico dove la vista su Capri è quasi un qualcosa da toccare con mano. Lo è in particolare per le bellezze che racchiude in pochi metri questo luogo incantato, fra la chiesa dell’Annunziata ed il suo castello medievale che domina l’intero territorio massese e non solo. Vista a 360 gradi su mare, monti, calette e tramonti spettacolari sul golfo di Napoli.

Tutto ciò prelude alla nostra cena di redazione, dove? Naturalmente nel luogo simbolo di questa magnifica oasi di pace… La Torre ‘One fire’. Ci siamo lasciati con la cena dell’Alleanza Cuochi Slow Food dello scorso maggio 2017 in compagnia dei soci di condotta e di chef Amelia Mazzola a chiusura del mese Slow Fish (https://youtu.be/CMx93ip0Nkk ). Ci ritroviamo per una visita al borgo con annessa cena a base delle prelibatezze locali, presidi Slow food e prodotti ispirati rigorosamente alla filosofia del ‘buono, pulito e giusto’. La bella e brava Amelia questa volta non è ai fornelli, ma ci accoglie con altrettanto calore e cordialità la sua famiglia, dalla colonna portante del locale papà Tonino Mazzola, sua moglie Maria e la figlia Alessia (in foto con la redazione Paginasette dopo la cena). L’atmosfera ed il meteo favoriscono una cena tranquilla all’aperto, nel silenzio quasi inusuale di questo borgo incantato interrotto ogni tanto dai grilli e dalle battute del signor Tonino, che una volta al nostro tavolo per raccogliere le ordinazioni ci consiglia una bottiglia del miglior Coda di Volpe campano, un bianco 13% del Taburno (Sannio Dop). 

La cena è prevalentemente a base di pesce, con un ricco antipasto alla ‘One fire’ – come il locale da principio solo ‘La Torre’ (stellato su guida Michelin) si è poi chiamato grazie ad una inusuale intuizione di papà Tonino con un gruppo di turisti americani ospiti a cena alcuni anni fa. Le portate spaziano dal mare alla terra, profumi di pomodorino fresco dappertutto, dalla parmigianina di melanzane al totano e patate, fino al primo piatto.

Il menù offre l’imbarazzo della scelta, ma ci concentriamo sulla pasta dopo aver assaggiato il meglio della cucina targata Mazzola riassunto nell’antipasto mare e monti. Gli spaghetti con pomodoro datterino, capperi e alici di Cetara hanno la meglio, ma anche la pasta fresca ai frutti di mare – gli scialatielli di Maria – non sono da meno. Un dolce ed un limoncello della penisola sorrentina chiudono la cena all’indomani del primo compleanno di Paginasette. Il racconto dell’esperienza de ‘La Torre’ ad Eataly Torino Lingotto da parte di mamma Maria , infine, chiude la nostra bella serata. Il meglio della gastronomia italiana dall’angolo più recondito e incantevole della penisola approda nella grande kermesse torinese degli ex stabilimenti Fiat, oltre ovviamente all’onnipresente marchio della chiocciola Slow Food che campeggia sulle pagine del menù accanto ai piatti tipici di ‘One fire’. A rivederci e grazie alla famiglia Mazzola per lo splendido trattamento riservatoci.

A presto con nuove ricette e piatti by Paginasette #SaperieSapori

Stay Slow !!! Ciao a tutti

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